Città allagate e persone intrappolate: tra Indonesia, Thailandia e Malesia 350 morti per le alluvioni

Sale di ora in ora il drammatico bilancio delle alluvioni nel Sud-Est asiatico. Le vittime sono ormai oltre 350 nella regione tra Indonesia, Thailandia e Malesia, e le autorità parlano di bilanci ancora destinati a salire: alluvioni e frane solo sull’isola di Sumatra hanno causato almeno 248 morti e ci sono ancora un centinaio di dispersi.
Le piogge monsoniche hanno fatto esondare i fiumi, travolto villaggi e sommerso migliaia di case: i video e le foto che arrivano da Indonesia, Malesia e Thailandia sono quelle di città sommerse, persone intrappolate e frane. Il lavoro dei soccorritori in queste ore è difficilissimo: strade e ponti sono danneggiati e mancano mezzi pesanti.
"Ci sono molte sfide", ha detto il governatore di Aceh, Muzakir Manaf, che ha dichiarato lo stato di emergenza fino all’11 dicembre e spiegato che vanno fatte "molte cose al più presto, ma le condizioni non ce lo permettono". In Thailandia più di 100 persone sono morte nella sola provincia di Songkhla, che ha subito una delle peggiori inondazioni degli ultimi dieci anni. Lo stesso bilancio delle vittime, tra Indonesia e Thailandia, è tra i peggiori degli ultimi anni.
Nell'Asia meridionale anche lo Sri Lanka è stato colpito da inondazioni e piogge torrenziali questa settimana, portate dal ciclone Ditwah, che ora si sta muovendo verso l'India. Il Centro di Gestione dei Disastri (DMC) dell'isola ha riferito che almeno 123 persone sono morte a causa di inondazioni e frane e ci sono quasi 44.000 sfollati, rimasti ormai senza case distrutte dalle piogge. L'India ha inviato un aereo carico di rifornimenti e il primo ministro Narendra Modi ha espresso le sue condoglianze e ha affermato che Nuova Delhi è pronta a inviare ulteriori aiuti.