Dopo gli scontri di ieri, in quella che è stata la giornata più dura dall'inizio delle proteste, in Catalogna è scattato il quarto sciopero generale indetto dalle formazioni indipendentiste. Migliaia di persone in corteo (si parla di mezzo milione) e molte strade bloccate a Barcellona, dove almeno cinque colonne di manifestanti sono giunte da tutta la regione autonoma spagnola per partecipare alla manifestazione organizzata per questo pomeriggio dai sindacati indipendentisti. Gli accessi principali su strada a Barcellona sono interrotti. All'aeroporto di Barcellona, uno dei fulcri della protesta, sono stati cancellati 57 voli dei quasi 1.000 previsti. Lo scrive El Pais che segue passo passo la manifestazione.

La polizia nazionale spagnola ha sparato fumogeni e proiettili di gomma mentre per sedare i disordini scoppiati per le vie della principale città catalana. Lo riferiscono i media locali. I Mossos d'Esquadra hanno segnalato su Twitter che, davanti al quartier generale della polizia, si stanno verificando "atti di vandalismo molto gravi con diversi incendi ancora attivi" e hanno chiesto, per sicurezza, di non avvicinarsi all'area.

Proteste nella notte in Catalogna, chiude la Sagrada Familia

I manifestanti protestano contro la condanna di Oriol Junqueras – leader della più forte formazione politica secessionista Esquerra Republicana de Catalunya – a 13 anni di carcere insieme a un'altra dozzina di indipendentisti. Nella notte sono stati segnalati almeno 18 i feriti e 19 arresti, secondo quanto riportato dal El Pais. Disordini che hanno indotto le autorità competenti a rinviare il Clasico, Barcelona-Real Madrid, in programma per il 26 ottobre. Il ministro degli Interni spagnolo facente funzioni, Fernando Grande-Marlaska, è intervenuto duramente per condannare le violenze. "Durante questa settimana ci sono stati episodi di violenza da parte di gruppi minoritari – ha detto – ma ben organizzati. Le loro azioni non resteranno impunite". A causa dei disordini la Sagrada Familia ha comunicato la sospensione di tutte le visite. "Non è possibile garantire l'accesso al sito", si legge in un messaggio pubblicato sull'account Twitter. Intanto, la prima delle cinque ‘Marce per la libertà' che, dopo tre giorni di cammino, è arrivata in città da Vic e Berga. Gli altri cortei provengono da Girona, Tarragona e Castelldefels.