Catalogna al voto: i primi exit poll danno in vantaggio gli indipendentisti
Aggiornamento 2: con lo scrutinio al 90% Junts pel Sì è al comando delle votazioni con 62 seggi, seguito da Ciudadanos (25), PSC (16), PP (11), Catalunya Sí que es Pot (11) e CUP (10), stando a quanto riporta El Paìs, che spiega come la somma del partito indipendentista e CUP permetterà al partito guidato da Artur Ms di superare i 68 parlamentari che danno la vittoria assoluta ottenuta guadagnando la metà più uno dei 135 seggi totali.
Aggiornamento: Urne chiuse in Catalogna e tantissima attesa per i risultati sul referendum che potrebbe cambiare il volto della Spagna. I primi exit poll danno in vantaggio gli indipendentisti catalani con il principale partito, Junts pel Si dato al 40,6% e tra i 63 e i 66 seggi su 135, stando a quanto dichiarato dalla tv TV3 con il più piccolo partito della sinistra al 9,1% con una forbice che va tra gli 11 e i 13 seggi. Se si confermassero questi dati sarebbe una netta sconfitta per il Primo Ministro Rajoy che otterrebbe solo fra 9-11 seggi e il 7,7%.
La Catalogna è chiamata oggi al voto. Più di 5,5 milioni di catalani – su una popolazione complessiva di 7,5 milioni – possono recarsi alle urne per le elezioni regionali ma soprattutto per decidere se appoggiare il progetto secessionista del presidente uscente Artur Mas. I seggi sono aperti dalle nove del mattino e chiuderanno alle 20, quando verranno diffusi i primi exit poll. Quello di oggi è stato presentato dalla stampa come “il voto più importante della democrazia” spagnola, ossia dalla fine della dittatura franchista. “In gioco – così ha scritto El Mundo – non c'è la classica alternanza di potere ma il futuro di questa comunità e del resto della Spagna, sotto la minaccia dell'indipendentismo guidato da Mas”. Per il catalano La Vanguardia è un appuntamento “speciale” ed è probabile una affluenza record. Gli indipendentisti puntano, in caso di una vittoria, a staccarsi da Madrid (anche se la legge al momento impedisce che questo progetto vada a buon fine). Il voto, che era previsto per il 2016, è stato anticipato dal presidente catalano e leader nazionalista Artur Mas, dopo il rifiuto di Madrid di concedere il referendum sull’indipendenza, lo stesso che lo scorso 9 novembre è stato celebrato illegalmente.
I sondaggi danno per vittoriosi i partiti separatisti – Gli ultimi sondaggi danno favorita la lista unitaria indipendentista “Junts Pel Si” di Mas con circa 65 seggi su 135 nel nuovo parlamento catalano. L'altra lista pro-secessione, quella dei radicali di sinistra della “Cup”, potrebbe ottenere circa 8-10 seggi. Mas ha annunciato che se vinceranno, gli indipendentisti daranno il via a una “disconnessione” dalla Spagna con l'obiettivo di arrivare alla secessione in 18 mesi. Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha però dichiarato illegale questa ipotesi, basandosi sulla costituzione spagnola che non prevede l'uscita di una regione.