Bruxelles: kamikaze avrebbe utilizzato anche l’identità di un ex giocatore dell’Inter
Sono particolari sempre più significativi quelli che emergono dall'inchiesta sugli spostamenti degli attentatori di Bruxelles in giro per l'Europa e che interessano direttamente il nostro Paese. A destare attenzione in particolare sono i movimenti di Khalid El Bakraoui, l'uomo identificato come l'attentatore della metro di Bruxelles, che secondo fonti dell’antiterrorismo rivelate da Sky Tg24 sarebbe passato anche in Italia alla fine del luglio 2015, prima di raggiungere Atene. Secondo le nuove rivelazioni infatti circa un mese dopo, il 3 settembre, El Bakraoui era nuovamente in Belgio, a Charleroi, ma questa volta sotto falso nome. Tra i tanti alias El Bakraoui addirittura avrebbe utilizzato in quella occasione l'identità di Ibrahim Maaroufi, un calciatore belga naturalizzato marocchino nato a Bruxelles, già ex calciatore dell'Inter con la quale ha disputato due stagioni e ora in forza al Fc Schaerbeek, la squadra del quartiere in cui vivevano i fratelli El Bakraoui.
Resta ancora tutta da scoprire dunque la rete che ha protetto e fornito documenti falsi ai terroristi di Bruxelles e di Parigi che per mesi hanno potuto fare la spola tra il Belgio e la Turchia probabilmente per prendere ordini o per gli incontri preparatori agli attentati sanguinari in Europa. In questo contesto ora si stanno muovendo anche gli inquirenti italiani per ricostruire tutti i passaggi dei terroristi nel nostro Paese e le eventuali complicità. Nell'ambito di questi accertamenti è scattato l'arresto di Eddine Djamal Ouali, l’algerino fermato tre giorni fa a Bellizzi, in provincia di Salerno, che si dichiara innocente ma si dice pronto all'estradizione in Belgio.
Intanto in Belgio prosegue l'inchiesta per identificare il terzo uomo in aeroporto dopo la scarcerazione di reporter freelance Faysal Cheffou. "Gli indizi che avevano portato all'arresto di Faysal Cheffou non sono stati confortati dall'evoluzione dell'inchiesta in corso. Di conseguenza l'interessato è stato rimesso in libertà dal magistrato istruttore", ha dichiarato la procura in un comunicato. Nei confronti dell'uomo però resterebbe l'accusa di terrorismo. Secondo la stampa americana, un nuovo filone di indagine per identificare l'attentatore dell'aeroporto potrebbe arrivare dalla scoperta di due guanti destri trovati in un bus che ha lasciato lo scalo subito dopo l'attentato. Secondo quanto scrive il Wall Street Journal citando fonti investigative Usa, sui guanti ci sarebbero tracce di esplosivo come quello usato da Brahim el-Bakraoui e Najim Laachraoui nell'attentato.