Bimbo di 5 anni arrestato dall’Ice negli Usa, il piccolo Liam e la sua famiglia rischia ancora la deportazione

Potrebbe essere deportato entro un mese il bimbo di 5 anni arrestato dagli agenti dell'ICE negli Stati Uniti insieme al papà. Il piccolo, divenuto celebre suo malgrado per la foto con il cappello azzurro con le orecchie, potrebbe venire deportato con l'intera famiglia tre mesi dopo l'arresto. Un giudice dell'immigrazione ha dato ragione all'amministrazione Trump, che chiedeva la deportazione della famiglia Ramos. A loro sono stati dati 30 giorni per presentare ricorso.
Il piccolo e i genitori erano entrati legalmente negli Stati Uniti tramite una domanda di asilo, secondo i legali che li assistono. Meno di due anni dopo quella richiesta, però, l'amministrazione Trump ha ritenuto che l'intera famiglia poteva essere deportata con una procedura accelerata.
L'arresto del bimbo aveva scatenato un'ondata di proteste negli Stati Uniti. Il 20 gennaio, gli agenti dell'Ice avevano arrestato padre e figlio a Minneapolis, in Minnesota, trasferendoli in un centro di detenzione in Texas.
L'intervento di un giudice il 1 febbraio scorso aveva annullato la detenzione e ordinato il rientro a casa di papà e figlio. La storia sembrava avviata verso un epilogo positivo, ma nemmeno tre mesi dopo si è ripresentato il rischio di un sequestro per lui, il fratello 13enne e i genitori. La madre del piccolo, Erika Ramos, è inoltre in attesa di un bambino.
Il governo Trump non ha infatti mollato la presa: gli avvocati dei Ramos, invece, hanno chiesto a un board del dipartimento di Giustizia che si occupa di immigrazione di inviare il caso a un tribunale speciale per prendere in considerazione la richiesta d'asilo della famiglia. Non è chiaro però quando questo avverrà, né se il caso sarà analizzato in tempo.
"Trump sostiene che la sua amministrazione deporta ‘il peggio del peggio' – hanno sottolineato i legali -. Eppure in questo caso parliamo di un bambino con un cappello con le orecchie da coniglio e lo zainetto di Spiderman".