L'Unione europea non riconosce Alexander Lukashenko come presidente della Bielorussia. Il giuramento avvenuto ieri nella cerimonia di insediamento, celebrata praticamente in segreto mentre nel Paese continuano le proteste, "manca di qualsiasi legittimazione democratica" in quanto l'Ue "non riconosce i risultati falsificati delle elezioni". Lo annuncia in una nota l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione, Javier Borrell, che ribadisce il pieno appoggio di Bruxelles ai cittadini bielorussi.

Il 23 settembre Lukashenko si è insediato per la sesta volta alla guida del Paese, ma l'Unione si rifiuta di riconoscerlo: "L'Ue non riconosce risultati falsificati. Di conseguenza, la cosiddetta inaugurazione del 23 settembre e il nuovo mandato rivendicato da Alexander Lukashenko non hanno alcuna legittimità democratica", scrive Borrell. Riconoscendo poi come un nuovo mandato sarebbe in diretta contraddizione con "la volontà di ampi segmenti della popolazione bielorussa". Secondo Bruxelles le elezioni del 9 agosto non sono state né libere né eque. L'Unione inoltre si descrive "colpita e commossa dal coraggio del popolo bielorusso che continua a manifestare pacificamente per la democrazia e per i suoi diritti fondamentali, nonostante la brutale repressione delle autorità", ribadendo la propria solidarietà e il proprio sostegno ai cittadini.

Bruxelles quindi ribadisce di aspettarsi che le autorità si astengano da qualsiasi altra forma di repressione e di violenza diretta al popolo bielorusso, rilasciando "immediatamente e incondizionatamente" tutti coloro che sono stati arrestati, compresi i prigionieri politici. E ancora: "La posizione dell'Ue è chiara: i cittadini bielorussi hanno il diritto di essere rappresentati da coloro che saranno scelti liberamente attraverso nuove elezioni, che dovranno essere inclusive, trasparenti e credibili".

Dopo la cerimonia di insediamento, nel Paese si sono tenute ancora 59 manifestazioni contro Lukashenko e 364 persone (di cui 252 solo a Minsk) sono state arrestate. L'opposizione però non si ferma. Anzi, ha intenzione di iniziare una nuova protesta, fanno sapere dal Presidio del Consiglio di coordinamento dell'opposizione bielorussa attraverso una chat di Telegram. "Non accetteremo mai i brogli e chiediamo nuova elezioni. Stiamo esortando tutti a fare una campagna di disobbedienza a oltranza", ha scritto Pavel Latushko, membro del presidio.