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Opinioni
3 Luglio 2018
11:48

Austria e Germania chiudono i confini ai migranti: l’Italia è sempre più isolata

Austria e Germania sono pronte a isolare l’Italia e stanno pensando di approvare una serie di restrizioni relative all’ingresso dei migranti sul proprio territorio. La cancelliera tedesca Merkel ha ceduto alle pressioni del ministro dell’Interno Seehofer per evitare la caduta del proprio governo e l’Austria ha annunciato che provvederà ad approvare norme a protezione dei propri confini qualora l’accordo tedesco dovesse diventare effettivo.
A cura di Charlotte Matteini
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L'area Schengen e la libera circolazione delle persone all'interno dell'Unione europea sono sempre più a rischio. Per risolvere la crisi di governo che rischiava di far saltare l'esecutivo tedesco, la cancelliera Angela Merkel ha ceduto alle richieste del ministro degli Interni Seehofer e siglato un accordo che prevede l'introduzione di una serie di pesanti restrizioni relative all"ingresso dei migranti sul territorio tedesco. Non solo la Germania sembra però voler porre dei paletti a protezione dei propri confini, ma anche l'Austria sembra essere dello stesso avviso. Dopo che Merkel e Seehofer hanno annunciato il raggiungimento dell'accordo e la pianificazione delle restrizioni, il governo austriaco ha dichiarato che qualora l'esecutivo tedesco dovesse approvarlo provvederà ad adottare provvedimenti simili per proteggere i propri confini. "Saremo obbligati ad adottare provvedimenti per evitare svantaggi per l'Austria e la sua popolazione", ha sottolineato questa mattina Vienna in una nota, aggiungendo che sarebbe "pronta a prendere misure per proteggere i confini meridionali con l'Italia e la Slovenia". 

In sostanza, dunque, qualora gli accordi dovessero prendere forma in entrambi i Paesi, l'Italia si troverebbe ad essere ancor più isolata di prima. Ma che cosa prevede l'accordo annunciato da Seehofer e Merkel? In pratica, la Germania vuole un'applicazione rigidissima del regolamento di Dublino -dunque preme perché i profughi facciano domanda nel primo Paese di approdo in Europa e lì rimangano – limitando i flussi secondari che minacciano Schengen. Il passaggio dell'accordo che più interessa l'Italia è il punto 3 del documento sottoscritto da Cdu e Csu. "Nei casi in cui i Paesi rifiutino accordi amministrativi sui respingimenti diretti, il respingimento avviene al confine con l'Austria, in base a un accordo con l'Austria". I profughi provenienti dall'Italia, che si è rifiutata finora di sottoscrivere un'intesa bilaterale con Berlino, verranno quindi bloccati direttamente al confine. Al momento però non è chiaro se questo tipo di accordo sia realmente compatibile con le regole europee perché per procedere in tal senso servirebbero zone neutre da utilizzare come hotspot per analizzare le domande in tempi brevi ed effettuare immediati respingimenti.

Moavero: ‘Se Austria chiude Brennero se ne assume responsabilità'

A commentare la decisione austriaca per il governo ci pensa il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: “Il Consiglio europeo ha affermato che l'immigrazione è una questione europea e serve uno sforzo condiviso. Se questo è lo spirito, dovremmo entrare in una fase di cooperazione. Ma la decisione austriaca di chiudere il Brennero sarebbe contro questo spirito e allora chi la mettesse in atto se ne dovrebbe assumere le responsabilità”, afferma il ministro a margine della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Lettonia. “Abbiamo avuto un Consiglio europeo molto difficile e complesso – prosegue Moavero – che si è chiuso con un accordo unanime sulle conclusioni che per la prima volta danno una tela di fondo per la politica europea sulle migrazioni. Il Consiglio prevede una serie di azioni che pur essendo tutte sottoposte alla volontà degli Stati membri se virtuosamente seguite porteranno l'Europa ad affrontare l'immigrazione in maniera coerente; se non seguite, e se portano a una volontarietà nella chiusura, diventano un problema che l'Europa stessa deve affrontare”.

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Milanese, classe 1987, da sempre appassionata di politica. Il mio morboso interesse per la materia affonda le sue radici nel lontano 1993, in piena Tangentopoli, grazie a (o per colpa di) mio padre, che al posto di farmi vedere i cartoni animati, mi iniziò al magico mondo delle meraviglie costringendomi a seguire estenuanti maratone politiche. Dopo un'adolescenza turbolenta da pasionaria di sinistra, a 19 anni circa ho cominciato a mettere in discussione le mie idee e con il tempo sono diventata una liberale, liberista e libertaria convinta.
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