Global Sumud Flotilla

Attivisti della Flotilla detenuti in Tunisia. L’avvocato: “Nessuna cura in carcere dopo i colpi degli israeliani”

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Le autorità tunisine prorogano la detenzione di quattro attivisti della Global Sumud Flotilla. L’avvocato spiega a Fanpage.it: “Una forza internazionale esterna esige un simile accanimento”

Le autorità tunisine hanno prorogato la custodia cautelare per quattro attivisti della Global Sumud Flotilla. Gli attivisti, noti come i "Sumud 4" si trovano in carcere già da sei mesi, e per il loro processo non è ancora stata fissata una data.

Si tratta di Wael Naouar, Ghassen Boughdiri, Ghassen Henchiri e Nabil Chennoufi, tutti arrestati nell'ambito di un'inchiesta finanziaria relativa alle iniziative a sostegno delle missioni dirette a Gaza.

Raggiunto da Fanpage.it, l'avvocato degli attivisti, Rafed Rabbeh, spiega: "Sono stremati. Vittime di una forza internazionale".

In carcere senza un termine: "Vittime di una forza internazionale"

Venerdì 11 settembre, il giudice istruttore della sezione giudiziaria, economica e finanziaria di Tunisi ha prorogato di quattro mesi la custodia cautelare dei Sumud 4. In totale, la detenzione potrebbe arrivare a dieci mesi.

Tutti sono stati arrestati lo scorso marzo quando è stato emesso nei loro confronti un mandato di cattura per riciclaggio di denaro e appropriazione indebita di fondi provenienti da donazioni. Secondo l'accusa avrebbero usato i fondi destinati agli aiuti per la Palestina e le missioni verso Gaza per scopi personali.

Secondo l'avvocato del collegio difensivo degli attivisti, Rafed Rabbeh, si tratta di una montatura, e questo caso rientrerebbe in un disegno più ampio volto a contrastare la Flotilla: "Personalmente, ritengo che vi sia una forza internazionale esterna che esige un simile accanimento", chiarisce a Fanpage.

A preoccupare il legale, che ha incontrato gli attivisti nel carcere di Mornaguia, sono soprattutto le condizioni di Wael Naour e Ghassen Henchiri. "Wael è in sciopero della fame da 28 giorni e soffre di dolori diffusi e di alterazioni della pressione arteriosa".

"Ghassen Henchiri è stato colpito alla testa mentre era detenuto nelle mani degli israeliani, e questo gli ha causato complicazioni che richiedono un intervento urgente, non ancora programmato da quando si trova in carcere".

L'appello della Sumud Flotilla: "Rilascio immediato"

Gli attivisti rischiano di restare dietro le sbarre a lungo, per questo la Global Sumud Flotilla ha invitato gli organismi internazionali per i diritti umani, le reti della società civile e le organizzazioni per la libertà di stampa a guardare con attenzione a Tunisi: "Chiediamo il rilascio immediato e incondizionato di Wael Naouar, Ghassan Henchiri, Nabil Channoufi e Ghassan Boughdiri, la cessazione immediata di questa indagine senza fondamenti e il ritiro di tutte le accuse montate".

"Dieci mesi in una cella senza prove non costituiscono un procedimento legale; si tratta di un’ingiustizia che mette a rischio la vita e che deve finire adesso".

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