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18 Novembre 2015
12:05

Attentati Parigi, il fratello di Valeria: “Non abbiate paura, lei non vorrebbe”

Dario Solesin, fratello della 28enne di Venezia uccisa al Bataclan: “Dobbiamo provare davvero a cambiare le cose, a fare in modo di vivere in un posto migliore. Mai fermarsi, ma sorella non me lo perdonerebbe”. Ancora non si sa nulla sulla data dei funerali.
A cura di Biagio Chiariello
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Non aver paura, non fermarsi mai, non essere arrabbiati. Quello di Dario Solesin è un messaggio che ricorda molto la toccante lettera scritta da Antoine Leiris. Il fratello della 28enne italiana uccisa dai terroristi al teatro Bataclan di Parigi ha rilasciato un’intervista a La Repubblica. “Non è rabbia. E non deve essere paura: Valeria non ci perdonerebbe mai se fossimo spaventati e dunque ora restassimo fermi. Nel suo nome, la nostra sfida deve essere quella di non smettere mai di provarci, per riuscire a cambiare le cose" dice il ragazzo, i cui genitori sono volati ieri nella capitale francese per riportare la salma della congiunta in Italia.  "Ero venuta a trovarla una settimana fa nemmeno. Era felice per la nuova casa, probabilmente la vita stava prendendo il senso che voleva", racconta ancora il fratello di Valeria. "Ho letto tante bugie in questi giorni. Ma una cosa è sicuramente vera: Valeria sarebbe certamente voluta tornare in Italia per fare le stesse cose che riusciva a fare in Francia. Per provare a rendere in qualche maniera migliore il nostro paese" dice Dario.

Ancora non è chiaro quando per Valeria, come per le altre 128 vittime degli attentati di Parigi, sarà possibile celebrare i funerali: non è neanche chiaro quando i familiari potranno riottenere  le salme, tutto dipenderà dai tempi burocratici per l'identificazione delle vittime. Intanto la presidente della Camera Laura Boldrini ha annunciato che inviterà i genitori di Valeria a Montecitorio, ricordando in quell'occasione l'impegno della studentessa nello studio della condizione femminile.  Mentre il Corriere Veneto ha lanciato l’hashtag #unponteperValeria: l’obiettivo è dedicare a Valeria un ponte nella sua Venezia, “come simbolo di pace”.

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