Atene, i lavoratori picchiano il sindaco: voleva licenziarli

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Il primo cittadino della capitale greca voleva attuare il piano della Troika, mandando a casa migliaia di lavoratori.

George Kamini, sindaco di Atene, ha subito ieri un'aggressione fisica da parte di alcuni lavoratori. Il primo cittadino della capitale greca, infatti, ha più volte annunciato un drastico taglio tra i dipendenti pubblici, in ossequio alle pressanti richieste della Troika per il "salvataggio" del paese. L'episodio è avvenuto quando il sindaco è uscito da una conferenza dei comuni greci: secondo alcune testimonianze sarebbe stato colpito da alcuni rappresentanti sindacali di lavoratori di cui è in discussione il licenziamento. Kaminis è stato immediatamente soccorso e portato in ospedale, dove gli sono state riscontrate ferite lievi e guaribili in pochi giorni. Il sindaco ha subito puntato il dito contro Themis Balasopoulos, leader del sindacato Poe-Ota, che tuttavia ha replicato di non essere il responsabile e che, anzi, l'aggressione avrebbe leso alla causa dei lavoratori in difficoltà.

Intanto oggi i dipendenti comunali greci stanno tenendo una giornata di sciopero: protestano contro la decisione del governo di avviare un piano di "mobilità" volto a trasferirli in dipartimenti diversi, imponendo spesso lunghi trasferimenti e blocchi dei contratti. Il piano del governo, infatti, prevede lo spostamento di 25mila dipendenti pubblici e il licenziamento di altri 4mila per riuscire ad accedere al piano di salvataggio della troika. Nei guai, tuttavia, ci sono anche i lavoratori del settore privato: i primi a cadere potrebbero essere i dipendenti bancari. Previsti almeno 12mila esuberi.

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