Covid 19
18 Febbraio 2021
19:54

AstraZeneca, svelato il contratto firmato con il Regno Unito: stesse clausole previste per l’Ue

La Cnn ha diffuso il contenuto del contratto firmato tra Regno Unito e AstraZeneca per la fornitura di vaccini anti Covid. Tra le sorprese, la presenza della clausola del “Best Reasonable Efforts”, ossia del massimo sforzo, che il Ceo dell’azienda, Soriot, aveva citato come la ragione per cui la multinazionale non avrebbe avuto obblighi fissi con l’Ue per quanto riguarda la consegna dei sieri nel breve periodo, presentandola anzi come una specifica dell’accordo stipulato con Bruxelles.
A cura di Ida Artiaco
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Dopo l'Unione europea, è stato svelato anche il contratto firmato da Regno Unito e AstraZeneca per la fornitura dei vaccini anti Covid messi a punto con l'Università di Oxford. Nel testo, sottoscritto dal colosso farmaceutico anglo-svedese e dal governo guidato da Boris Johnson, non mancano alcune sorprese. Come ha evidenziato la Cnn, che ha inviato la richiesta di visionare il documento al Ministero dello Sviluppo economico e dell’Energia, ciò che risalta immediatamente agli occhi dei lettori è la presenza della clausola del "Best Reasonable Efforts", ossia del massimo sforzo, che il Ceo dell'azienda, Soriot, aveva citato come la ragione per cui la multinazionale non avrebbe avuto obblighi fissi con l'Ue per quanto riguarda la consegna dei sieri nel breve periodo, presentandola anzi come una specifica dell'accordo stipulato con Bruxelles.

In questo modo, è stato giustificato il ritardo nella consegna di centinaia di migliaia di dosi ai paesi membri dell'Ue, Italia inclusa. Ritardi che tuttavia dovrebbero essere recuperati entro il primo trimestre dell'anno. Il che aveva anche aumentato la tensione tra Bruxelles e Londra, i cui rapporti erano appena stati colpiti dalla Brexit. Tuttavia, dal documento visionato dall'emittente americana, ma che pare fosse già disponibile online, è chiaro come la clausola si applichi anche al Regno Unito, dove però le dosi di vaccino AstraZeneca sono sempre arrivate puntualissime. Tanto è vero che Londra ha potuto vaccinare già oltre 15 milioni di persone con la prima dose, circa il 20% della popolazione, concludendo entro il calendario programmato la vaccinazione delle categorie più a rischio. Mentre, dall'altro lato, l'Ue continua ad avere al momento problemi di approvvigionamento, riuscendo a vaccinare finora solo il 4% dei cittadini nella migliore delle ipotesi.

Altro elemento importante del contratto è la data della firma. In una conversazione con Repubblica, Soriot aveva dichiarato che il Regno Unito era arrivato prima e che il contratto di fornitura per Londra "era stato firmato prima" di quello della Ue. Ma a quanto pare non è così: il primo ha come data il 28 agosto, il secondo, quello con Bruxelles, il 26 agosto, ossia due giorni prima, anche se è pur vero che Johnson aveva annunciato già a maggio le prime 40 milioni di dosi, quindi è possibile che questa versione sia stata già aggiornata rispetto ad una precedente. Non mancano gli omissis: dettagli  come il numero di dosi da consegnare nel Regno Unito e le date di consegna sono stati oscurati.

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