Covid 19
29 Gennaio 2021
13:21

La Commissione Ue ha pubblicato il contratto del vaccino anti-Covid di AstraZeneca

L’Ue ha pubblicato il contratto sottoscritto dalla Commissione europea e da AstraZeneca il 27 agosto per la produzione e la fornitura del vaccino anti-Covid agli stati membri comunitari. Era stata proprio l’esecutivo Ue a chiedere all’azienda farmaceutica di pubblicare l’accordo risalente all’estate del 2020, ricevendo l’autorizzazione.
A cura di Stefano Rizzuti
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L’Ue ha pubblicato il contratto per la produzione e la fornitura all’Ue del vaccino anti-Covid di AstraZeneca. L’accordo è stato sottoscritto dalla Commissione europea, a nome degli stati membri, e da AstraZeneca il 27 agosto. Quello con AstraZeneca è il secondo contratto per la fornitura di vaccini anti-Covid all’Ue pubblicato dopo quello di CureVac. A richiedere la pubblicazione era stata la stessa Commissione europea il 27 gennaio: l’azienda farmaceutica ha accettato di pubblicare il contratto firmato ad agosto 2020. Una notizia accolta positivamente dalla Commissione che ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno dell’azienda in direzione di una maggiore trasparenza, secondo quanto si legge in una nota. Qui è possibile trovare il contratto integrale Ue-AstraZeneca.

Von der Leyen: contratto prevede 100 milioni dosi entro marzo

Nel contratto ci sono molte parti oscurate, riguardanti informazioni ritenute riservate. È il caso, per esempio, dei dettagli relativi alle fatture. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, solo questa mattina ha ricordato, in un’intervista alla radio tedesca Deutschlandfunk, che il “contratto firmato ad agosto dall’Ue prevedeva una distribuzione da parte della compagnia produttrice del vaccino di 100 milioni di dosi entro marzo 2021, ma sembra che AstraZeneca abbia ridotto la quantità a un quarto di quanto promesso”.

Cosa c’è scritto nel contratto Ue-AstraZeneca

Secondo quanto prevede il contratto, gli stati membri dell’Ue dovrebbero ricevere 300 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca, con un’opzione per ricevere ulteriori 100 milioni di dosi. Il contratto prevede anche la possibilità per gli stati membri di donare le dosi ad altri Paesi che ne avessero bisogno o di re-indirizzarle verso altri stati membri. Il contratto, inoltre, prevedeva la consegna delle dosi iniziali già nel 2020, ma il primo invio è slittato, considerando che l’approvazione da parte dell’Ema non è arrivata nel 2020. Nell’accordo si spiega anche che in caso di ritardi nelle consegne dei vaccini l’obbligo di pagamento viene sospeso: “In caso di mancata o ritardata consegna oltre la data di consegna definitiva, l'obbligo di pagamento sarà sospeso. L'obbligo di pagamento riprenderà una volta completata la consegna”.

Nel contratto si sottolinea anche che la compagnia farmaceutica lavorerà “al meglio possibile” per produrre le dosi iniziali del vaccino per l’Ue. Il quinto punto del contratto sottolinea che l’azienda si impegna “per la distribuzione e per la consegna agli hub di distribuzione dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio” sul mercato dell’Ue. Il contratto precisa anche che per causa di forza maggiore né la Commissione né AstraZeneca saranno ritenuti responsabili nei confronti dell’altra parte. Tra le cause di forza maggiore citate ci sono incendi, inondazioni, terremoti, embarghi, epidemie, quarantene, guerre, atti terroristici, scioperi e tanto altro ancora. Non possono essere ritenute causa di forza maggiore, invece, eventuali “inadempienze di servizio, difetti di attrezzature, controversie di lavoro, difficoltà finanziarie”.

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