Antonio Megalizzi torna a casa. La salma del giornalista 28enne, morto dopo essere stato ferito nell'attentato al mercatino di Natale di Strasburgo lo scorso 11 dicembre, è arrivata all'aeroporto di Ciampino, a Roma, dove arriverà con un volo di Stato intorno alle 16 di oggi, martedì 18 dicembre, accompagnata dal papà Domenico e dalla fidanzata Luana Moresco. Ad accoglierla c'era anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oltre a quello della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti. Poi partirà alla volta di Trento, sua città natale, dove saranno celebrati i funerali, molto probabilmente nella giornata di giovedì 20 dicembre, da parte dall'arcivescovo Lauro Tisi in Duomo. Prima, però, sarà allestita nella chiesa parrocchiale di Cristo Re la camera ardente dove potranno recarsi tutti coloro che intendono dare un ultimo saluto al giovane reporter. Proprio qui la sua famiglia è molto conosciuta, dal momento che la mamma, Annamaria, è catechista e ministro straordinario della Comunione mentre la sorella Federica anima il coro parrocchiale.

Anche l'Università di Trento, che aveva già perso uno dei suoi studenti, Valeria Solesin, nell'attacco terroristico al Bataclan di Parigi nel 2015, si è stretta attorno al dolore dei familiari di Antonio Megalizzi. Il rettore Paolo Collini ha fatto sapere che si impegnerà a portare avanti l'idea del giovane ucciso a Strasburgo di una radio europea. "La radio – ha detto – esiste già ed è EuroPhonica, quella in cui Antonio ha creduto e di cui era il referente per l’Italia: non può essere nessun’altra e non potremmo farne un’altra. L’università di Trento si impegna a dare gambe e braccia questo progetto, con cose molto concrete. Anzitutto inserendo nei programmi di mobilità internazionale le attività dei ragazzi che ci lavoreranno: vale a dire, per esempio, rimborsare le spese di viaggio agli studenti che dovranno andare a Strasburgo per seguire una plenaria del Parlamento europeo. Metteremo a disposizione lo spazio e, naturalmente, anche le risorse economiche, così come facciamo per ogni iniziativa di valore in cui il nostro ateneo crede".

Intanto, continuano in Francia le indagini sull'attentato dell'11 dicembre a Strasburgo, che ha provocato la morte di 5 persone e il ferimento di almeno altre dieci. Una terza persona è stata arrestata e incriminata: si tratta di un 37enne fermato giovedì scorso, parente dell'attentatore Cherif Chekatt, ucciso dalla polizia dopo essersi dato alla fuga. Secondo gli inquirenti, l’uomo pare abbia avuto un ruolo chiave nel fornire la pistola calibro 8 usata dall'assassino per la strage, ed è stato incriminato per "cospirazione criminale" e "acquisizione, possesso e trasferimento di armi di categoria B da almeno due persone in relazione a un'impresa terroristica".