Allarme meningite Inghilterra, il focolaio si allarga: un caso confermato in Francia

Il focolaio di meningite batterica che ha colpito l'Inghilterra, e il Kent in particolare, sta assumendo proporzioni senza precedenti e ha già oltrepassato i confini nazionali. Il premier laburista Keir Starmer, intervenendo alla Camera dei Comuni prima del Question Time, ha lanciato un appello diretto a chiunque abbia messo piede al Club Chemistry di Canterbury tra il 5 e il 7 marzo: "Fatevi avanti subito per ricevere la terapia antibiotica preventiva". L’invito è rivolto soprattutto ai giovani e agli studenti dell’Università del Kent, epicentro del contagio.
In sole due settimane i casi confermati di malattia meningococcica invasiva sono passati da 15 a 20, con nove identificati in laboratorio e undici ancora in fase di indagine. Sei sono legati al ceppo MenB (Neisseria meningitidis gruppo B), il più comune e aggressivo. Due giovani hanno perso la vita: una ragazza di 13 anni (inizialmente indicata dai media come diciottenne) e uno studente universitario di 21 anni. Tra i ricoverati, quattro infezioni sono state classificate come gruppo B. Gli esperti parlano di un ‘super-diffusore' esplosivo: in 35 anni di carriera Susan Hopkins, amministratore delegato dell’UKHSA, non aveva mai visto una concentrazione così rapida di casi in un unico weekend.
L'origine del focolaio di meningite in una discoteca: l'appello ai frequentatori
L’indagine epidemiologica ha ricondotto con certezza l’origine al Club Chemistry. In quelle tre serate vi sono transitate circa 2.000 persone; il batterio, secondo il Times, si sarebbe diffuso tramite lo scambio di drink e contatti ravvicinati.
L’Università del Kent e le scuole della zona hanno sospeso gran parte delle attività: centinaia di studenti sono in fila per gli antibiotici, mentre il Servizio sanitario nazionale (NHS) ha già contattato oltre 16.000 persone in tutta la contea.
Allarme meningite, un caso confermato in Francia: contagi "senza precedenti"
La dimensione internazionale è emersa con forza: la Francia ha confermato almeno un caso di meningite in una persona che aveva frequentato l’Università del Kent proprio durante la fase iniziale dell’epidemia. Parigi ha intensificato la sorveglianza, ricordando che la meningite batterica è un’emergenza medica assoluta: senza antibiotici tempestivi il rischio di morte o di gravi sequelle è altissimo.
Il segretario alla Salute Wes Streeting ha sottolineato la velocità "senza precedenti" del contagio: "Stiamo usando antibiotici e vaccini in modo proattivo, con modalità che normalmente non adotteremmo". Ha però rassicurato: il focolaio resta concentrato nel Kent, anche se alcuni studenti sono già rientrati a casa. "Chi era al Club Chemistry in quelle date – ha ripetuto – deve procurarsi subito gli antibiotici".
Il professor Lopalco: "Attenzione ai primi segnali", allarme soprattutto tra i giovani
Il professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo, intervistato da Fanpage.it, ha messo in guardia sui primi segnali della malattia: "Attenzione ai primi segnali. I primi sintomi sono mal di testa, febbre e rigidità del collo, spesso confusi con un’influenza". Riconoscere tempestivamente questi segni è fondamentale, perché la malattia può evolvere rapidamente, soprattutto nei giovani adulti.
Al momento comunque tutti i casi collegati riguardano giovani adulti. Un caso isolato in un neonato (non legato al focolaio) è sotto indagine. L’UKHSA coordina una risposta nazionale e monitora eventuali nuovi focolai, compreso un paziente kentiano ricoverato a Londra senza contatti locali.