Meloni a Pulp Podcast per il referendum, Fedez contro le polemiche: “Abbiamo invitato anche Schlein e Conte”

Giorgia Meloni vuole tentare il tutto per tutto. La premier sarà ospite della prossima puntata dai "Pulp podcast", il podcast di Fedez e Mister Marra, per cercare di convincere gli elettori ancora indecisi a mobilitarsi per il referendum e votare Sì. L'episodio andrà online giovedì 19 marzo, quando ormai mancheranno appena due giorni al voto. Il canale YouTube conta 302mila iscritti, perlopiù giovani: per Meloni è l'ultima spiaggia per battere il No.
In questi mesi il podcast ha ospitato diversi personaggi noti, ex magistrati e leader politici: Roberto Vannacci un anno fa, Matteo Renzi a giugno, più recentemente Antonio Tajani, Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e ancora, Nicola Fratoianni e Carlo Calenda, assieme per un confronto. Una volta che è emersa la notizia dell'ospitata di Meloni, però, sono montate alcune polemiche politiche. I due conduttori hanno risposto dichiarando di aver invitato anche Elly Schlein e Giuseppe Conte, senza successo.
Per la premier il long form del programma, con puntate che superano l'ora e mezza di durata, potrebbe essere la scatola perfetta per attirare quella grossa fetta di indecisi, tra cui anche giovani elettori, e convincerli a promuovere la riforma della giustizia. Un'opportunità per parlare a un'audience diversa da quella a cui in genere si rivolge: il pubblico di Fedez è chiaramente differente, in primis per età, da quello che legge i giornali o che segue le grandi reti generaliste a cui parla Meloni. La notizia dell'ospitata della presidente del Consiglio è stata anticipata dal Fatto quotidiano e fonti interne l'hanno confermata a Fanpage, prima che il rapper la ufficializzasse sui social.
Fedez e Mister Marra: "Abbiamo invitato Schlein e Conte, ora non piangete"
Dopo la conferma della puntata, entrambi i conduttori del podcast hanno sollevato polemiche. "Al netto degli articoli che stanno uscendo e usciranno dandoci degli asserviti al potere", ha detto Fedez a una chat di suoi follower, "abbiamo inviato delle email prima di girare questa puntata sia alla segretaria della Schlein del Pd, a Conte del Movimento 5 stelle. Abbiamo sempre offerto spazio a tutti, e come immaginerete le domande le abbiamo fatte".
Anche Mister Marra ha confermato, pubblicato gli screenshot delle mail in questione. Risulta, in effetti, un invito dall'account ufficiale utilizzato dal podcast. Entrambi inviati pochi giorni fa, nel pomeriggio del 12 marzo, a dieci minuti di distanza l'uno dall'altro.
Il primo era rivolto direttamente alla leader del Partito democratico – anche se, dagli screenshot, per motivi di privacy non è possibile vedere l'effettivo indirizzo mail – il secondo a Dario Adamo, social media manager di Giuseppe Conte. Secondo quanto comunicato dall'ufficio stampa del podcast, Schlein avrebbe declinato e Conte non avrebbe risposto. "Abbiamo proposto a tutti i partiti italiani spazio per il confronto. Quelli che non avete visto hanno scelto di ignorarci. Ora non piangete", ha scritto il co-conduttore di Pulp Podcast.
I vecchi scontri tra Meloni e Fedez
L'incontro tra Meloni e Fedez potrebbe anche essere l'occasione di riconciliarsi dopo lo scontro di due anni fa, quando dal palco di Atreju la premier aveva attaccato gli influencer, tra cui Chiara Ferragni, in quei giorni al centro dello scandalo "Pandoro gate". La leader di Fratelli d'Italia aveva criticato "quelli che fanno soldi a palate mettendo vestiti o borse o promuovendo carissimi panettoni facendo credere che si farà beneficenza ma il cui prezzo servirà solo a pagare cachet milionari".
Il cantante aveva risposto, in difesa dell'ex moglie: "La presidente del Consiglio, sul palco della sua fantastica festa di partito, ha parlato delle priorità del paese. Avrà parlato della disoccupazione giovanile? No. Ha parlato della manovra finanziaria che stanno facendo col culo e non hanno ancora finito? No. Ha parlato della pressione fiscale del paese? No. Ha deciso di dire "diffidate delle persone che lavorano sul web", questa è la priorità per il nostro presidente del Consiglio", aveva commentato sui social.
Successivamente Meloni aveva rincarato la dose: "Ho detto una cosa di una banalità totale. Invece la sinistra se l'è presa ritenendo io attaccassi Chiara Ferragni. Sembrava avessi attaccato Che Guevara".
Nel frattempo sono passati due anni: i due hanno divorziato, il soffitto di cristallo che proteggeva l'immagine social di una famiglia all'apparenza perfetta è andato in frantumi e Ferragni, difesa dall'avvocato Giuseppe Iannacone (che tra le altre cose è un fermo sostenitore del No alla riforma) è stata prosciolta dall'accusa di truffa aggravata. Chissà se Fedez avrà avuto modo di farne menzione a Meloni.