Affascinato dallo stragista Breivik, voleva far saltare il Parlamento polacco
Un professore universitario di 45 anni è stato arrestato in Polonia perché accusato di avere un piano per far saltare in aria il Parlamento. L’arresto risale al 9 novembre ma oggi, nel corso di una conferenza stampa, la procura di Varsavia ha reso noto i fatti che hanno sconvolto un Paese che non ha mai avuto esperienze del genere. Il presunto attentatore, di cui non è stato diffuso il nome, avrebbe voluto far esplodere quattro tonnellate di tritolo e distruggere così il Parlamento durante una sessione a cui dovevano partecipare sia il presidente Bronislaw Komoromsky, sia il primo ministro Donadl Tusk. Il procuratore capo di Cracovia, Artur Wrona, ha confessato che si è trattato “di un pericolo reale”. A casa del professore, che è stato messo in stato di detenzione preventiva, è stato trovato tritolo, polvere da sparo, armi e altri esplosivi insieme anche a giubbotti antiproiettile, caschi militari, patenti falsificate e targhe di autovetture.
I contatti che l’attentatore avrebbe avuto con Anders Breivik – Lui, quando è stato interrogato, ha detto di agire “per motivi nazionalistici” e ha affermato di essere stato ispirato da qualcuno a creare un gruppo armato che doveva realizzare gli attentati. Il suo sarebbe stato un piano ispirato dall’odio per gli stranieri e, appunto, dai forti sentimenti nazionalisti. Secondo quanto ha spiegato il procuratore, l’uomo riteneva che in Polonia esercitassero gli stranieri e non i polacchi. Un “profilo” che ha fatto immediatamente associare questo attentatore polacco a Anders Breivik, il norvegese che nel luglio del 2011 ha compiuto le stragi di Oslo e Utoya. Non solo l’uomo, secondo quanto ha reso noto il capo del governo polacco, “non ha nascosto di essere affascinato da Breivik” ma – fanno sapere – “come sappiamo Breivik ha acquistato alcuni componenti dei suoi esplosivi in Polonia, via internet. È tra le altre cose, l’analisi dettagliata dei suoi contatti effettuata all’epoca dai servizi polacchi che ci ha condotto verso i primi indizi e all’arresto di quest’uomo”.