L’Iran alla fine lo ha ammesso: sono stati i loro missili ad abbattere l'aereo ucraino che si è schiantato l'8 gennaio. "La Repubblica islamica dell'Iran si rammarica profondamente per questo errore disastroso e le indagini proseguiranno per identificare e perseguire gli autori di questa grande tragedia e questo sbaglio imperdonabile", è quanto ha scritto il presidente Hassan Rouhani su Twitter, assicurando che coloro che sono coinvolti nello schianto dell’aereo saranno processati. E intanto a Teheran una manifestazione studentesca di commemorazione delle vittime dell'aereo ucraino si è trasformata in una contro il regime. Secondo alcune testimonianze su Twitter, sono intervenute le forze di polizia che hanno lanciato lacrimogeni contro i manifestanti e compiuto arresti. In tanti chiedevano a gran voce le dimissioni del comandante supremo delle forze armate, l'ayatollah Ali Khamenei. Le voci in piazza urlavano slogan come “Comandante, dimettiti”, “Il nostro nemico è qui, una bugia dire che sono gli Usa”. E ancora: "Khamenei via", "Morte ai bugiardi", hanno urlato migliaia di giovani radunati davanti alle  università di AmirKabir e di Sharif per manifestare la rabbia nei confronti della leadership politica dopo l'ammissione di responsabilità iraniana nell'abbattimento dell'aereo.

Secondo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars, è stata proprio la Guida suprema iraniana Ali Khamenei a ordinare che venisse resa nota la verità sull’aereo precipitato. Secondo l’agenzia, "appena il leader supremo è stato informato del catastrofico errore" ha ordinato che il risultato delle indagini "fosse reso noto in modo esplicito e onesto". Tutte le 176 persone presenti sul volo dell'Ukraine International Airlines sono morte a seguito dell'incidente. Fino a ieri l'Iran aveva negato di aver abbattuto il velivolo con un missile.

Il primo ministro del Canada, Justin Trudeau, ha chiesto che dopo l'ammissione da parte dell'Iran dell'abbattimento per errore del volo di linea ucraino, Teheran usi "trasparenza e giustizia" per le vittime, giunga a una conclusione e stabilisca le precise responsabilità. Trudeau ha ricordato che si è trattata di una "tragedia nazionale" per il Canada – 63 delle vittime del volo erano canadesi, molti con doppia nazionalità iraniana – e che tutto il Paese "piange unito".