In foto: Luigi Di Maio.
in foto: In foto: Luigi Di Maio.

Anche il Movimento Cinque Stelle, guidato da Luigi Di Maio, ha presentato il suo programma per le elezioni europee del prossimo 26 maggio. Questo, definito l'Europrogramma, è stato approvato tramite la piattaforma Rousseau: "La scelta di far decidere agli iscritti", scrive il Blog delle Stelle, "rispecchia quello che è il Dna del M5S e conferma come la democrazia diretta sia una delle nostre stelle polari". Il testo integrale del programma era stato presentato lo scorso mese sul sito dei Cinque Stelle, diviso in sei diverse aree tematiche a cui erano ricondotte varie proposte concrete. I membri della piattaforma hanno potuto esprimere delle preferenze riguardo alle azioni prioritarie su cui si dovranno concentrare i candidati Cinque Stelle che verranno eletti a Strasburgo. Hanno votato in 14.130. Ma vediamo il programma nei suoi punti, ordinati in base al voto dei cittadini.

Nuova Europa: più democrazia diretta e stop ai privilegi

In questa categoria, dove vengono riassunti i principali cambiamenti che si intendono portare avanti in sede delle istituzioni europee, il punto più votato è stato quello che annuncia un taglio agli stipendi della, così definita, eurocasta. Sempre in vista della riduzione dei costi, si propone la chiusura della sede del Parlamento a Strasburgo, per mantenere unicamente quella a Bruxelles risparmiando, si legge, 200 milioni di euro all'anno. Inoltre, il Movimento non solo ipotizza guadagni ridotti per Commissari europei e deputati, ma anche un azzeramento dei fondi ai partiti e un accorpamento delle varie agenzie europee. In seguito, viene sottolineata nuovamente l'idea della democrazia diretta, grazie alla possibilità di poter indire referendum a livello europeo, per rimettere i cittadini al centro dell'Unione. Un altro modo per raggiungere questo obiettivo, spiega il programma, consiste nel concedere più potere ai rappresentanti dei cittadini che ai burocrati, riconoscendo anche agli europarlamentari il potere legislativo. Infine, si propone il riconoscimento dell'identità digitale, nell'ottica di proteggere i dati personali nel web e la loro riservatezza.

Stop austerity: piena occupazione e sviluppo sostenibile

La priorità di questo gruppo è stata definita nella possibilità di slegare gli investimenti pubblici dai vincoli di bilancio. "Servono politiche europee espansive, escludiamo dal calcolo del deficit gli investimenti pubblici produttivi e d’impatto sociale in istruzione, ricerca, sanità, sicurezza, infrastrutture", si legge. Per questo i Cinque Stelle chiedono la fine dell'austerity, tramite un cambio del mandato della BCE che tenga conto anche di crescita e occupazione, oltre che l'inflazione. Si punta inoltre alla green economy, con incentivi alle imprese che non inquinano. Infine, con uno sguardo al futuro, si vuole investire in ricerca e tecnologie emergenti, aumentando i fondi europei per queste azioni.

Tutela delle persone, della salute e dell'ambiente

Al primo posto in tema di tutela verso individui e ambiente troviamo la mozione di divieto di OGM e pesticidi nocivi, con l'obiettivo di garantire sicurezza alimentare, favorendo le produzioni tipiche, e la salute dei cittadini e del pianeta. Anche l'uso delle energie rinnovabili deve essere implementato, proprio per rimettere al primo posto la salute delle persone e usufruire di un'efficienza energetica sostenibile. Di seguito, la proposta di un salario minimo europeo, che aiuti giovani e imprese nel mercato, fornendo sostengo economico concreto alle famiglie. La tutela di risparmi, allo stesso modo, deve essere uno strumento economico dalla parte dei cittadini che blocchi la speculazione ai danni dei risparmiatori. In questa categoria, un punto si prefigge anche di riconoscere a pieno i diritti delle persone con disabilità, garantendo l'accesso in tutti i luoghi pubblici europei. In ultima, si richiedono più fondi per il programma Erasmus, in modo da consentire anche agli studenti con difficoltà economiche ad avere accesso a tutte le possibilità fornite dall'istruzione.

In Europa per il Made in Italy

Il sostegno alla produzione italiana va espresso, secondo il M5S, in primo luogo con la tutela delle nostre eccellenze agroalimentari, con accordi commerciali a supporto dell'export senza dimenticare la produzione locale. Serve inoltre un maggiore impegno nella lotta alla contraffazione e alla delocalizzazione, obbligando a riportare in etichetta l'origine della merce. C'è anche bisogno, afferma il programma, di più risorse per agricoltori e pescatori che risentono negativamente degli effetti della globalizzazione: meno burocrazia e maggior rispetto per il loro lavoro. A chiudere la categoria, la necessità di mettere startup e PMI al centro dei cambiamenti che stanno avvenendo in Europa.

Politica migratoria comune per la redistribuzione europea

Anche il partito di Luigi Di Maio si è espresso in tema di immigrazione, argomento centrale in queste elezioni. La questione più importante, per l'Europrogramma, è la redistribuzione obbligatoria dei migranti per una migliore gestione dei flussi, dell'accoglienza e delle responsabilità, che devono essere condivise fra tutti gli Stati membri. Dopodiché, si promuove la cooperazione internazionale e gli accordi per i rimpatri: ci deve essere, secondo il M5S, una politica di sviluppo che miri alle radici della migrazione di massa, accanto ad un progetto di rimpatrio volontario europeo.

Lotta alla grande evasione, alla corruzione e alla criminalità

La priorità dell'ultima categoria del programma consiste in un fisco più equo, senza paradisi fiscali. Le multinazionali che operano in Italia, sostengono i pentastellati, devono pagare le tasse: in questo modo si ridurranno le disuguaglianze che oggi esistono in Europa fra la classe di privilegiati e il resto dei cittadini. Poi, viene proposto Eurodaspo per i condannati e Parlamento pulito: il M5S chiama ad un "Spazzacorrotti" europeo che allontani dalle cariche pubbliche tutti i condannati per reati gravi, come corruzione e criminalità organizzata. Proprio riguardo a questo tema si afferma poi la necessità di una direttiva antimafia sul modello italiano in tutto il continente, con una comune definizione del reato.

L'Europrogramma è stato poi presentato ufficialmente in 10 punti riassuntivi, tenendo conto delle grandi categorie e delle preferenze espresse dagli iscritti a Rousseau su di ogni punto. A questi ne è stato aggiunto uno nuovo, che si prefigge di far rientrare in Italia i giovani fuggiti all'estero, grazie a più investimenti da Bruxelles nei settori dell'istruzione e della ricerca.

Gli alleati del Movimento Cinque Stelle alle prossime elezioni europee

In termini di gruppi politici a livello europeo, il Movimento Cinque Stelle fa parte dell'Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD), che si basa su un'azione politica volta a contrastare il centralismo burocratico dell'Unione. EFDD non ha ancora comunicato se candiderà o meno uno Spitzenkandidat, né ha espresso qualche anticipazione sul nome di questa figura. Lo Spitzenkandidat rappresenta un meccanismo per cui la presidenza della Commissione europea, affidata al momento a Jean-Claude Junker, viene assegnata al candidato del partito politico europeo che ha conquistato il maggior numero di seggi al Parlamento di Strasburgo.

Lo scorso 2 aprile la pagina del M5S ha confermato l'alleanza con diversi partiti europei di ispirazione populista, definendoli i propri "compagni di viaggio". Fra questi ci sono i polacchi di Kukiz'15, sotto la guida di Pawel Kukiz, i croati di Zivi Zid, partito di Ivan Sinčić, e i greci di Akkel, di Evangelos Tsiobanidis. "Ma dopo il 26 maggio saremo molti di più. Entreranno per la prima volta al Parlamento europeo forze giovani, moderne, dinamiche e con tanta voglia di fare", ha scritto il Blog delle Stelle. Nella stessa nota, ha anche criticato "i partiti dell'establishment che governano le istituzioni europee da 20 anni". Il riferimento è al Partito Polare Europeo (di cui fa parte Forza Italia) che al momento occupa i vertici dell'Europarlamento, della Commissione e del Consiglio europeo, e l'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (di cui fa parte il Partito Democratico). Queste fazioni sono state definite le "vere responsabili delle politiche fallimentari europee di questi anni". Le critiche hanno investito anche i partiti ultranazionalisti che, secondo il sito del M5S, sostengono posizioni che non faranno gli interessi dell'Italia e degli italiani.