Una famiglia su tre spende meno (e peggio) per mangiare
La crisi grava molto anche sulla spesa giornaliera relativa ai consumi alimentari: è quanto emerge dalle statistiche dell’Istat secondo cui il 35.8% delle famiglie italiane nel 2011 ha diminuito la quantità e in alcuni casi la qualità dei prodotti acquistati rispetto a quanto faceva l’anno precedente. Nello specifico è la Lombardia la regione che si presenta come quella con la spesa media mensile delle famiglia più elevata (spendono 3.033 euro), seguita dal Veneto con i suoi 2.903 euro mentre in coda troviamo la Sicilia che vanta una spesa media mensile di 1.637 euro.
Gli italiani scelgono anche il discount – L’Istat rivela anche che, oltre alla quantità della spesa, sta cambiando anche la qualità della stessa. Sono in aumento, infatti, coloro che si recano all’hard discount per mangiare, abitudine che cresce soprattutto nel Mezzogiorno. I numeri segnano un passaggio dall’11.2% del 2010 al 13.1% del 2011. Il classico supermercato comunque resta il preferito dalle famiglie italiane: lo scegliamo nel 67.5% dei casi confermandolo come il nostro luogo di acquisto prevalente. Una famiglia su due, invece, continua a comprare il pane al negozio tradizionale mentre il 9.7% degli italiani va al mercato per comprare il pesce e in percentuale maggiore (il 16.4%) per la frutta e la verdura.
Non solo meno cibo, si risparmia anche su abbigliamento e scarpe – Oltre ai consumi alimentari nel 2011 gli italiani hanno provato a risparmiare anche in altri campi, quelli dell’abbigliamento e delle calzature per esempio. E non solo, si spende meno anche per la cultura e il tempo libero tagliando così sul cinema, il teatro e i viaggi. Se, infine, la spesa media dell’italiano secondo l'Istat sfiora quota 2500 euro al mese, in crescita dell’1.4% rispetto all’anno precedente, va considerato anche il divario che corre tra la spesa dell’operaio e quella dell’imprenditore: circa 1000 euro di differenza.