Ue: Italia fuori dalla procedura per deficit
Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi ora è finalmente ufficiale, l'Italia è fuori dalla procedura di deficit eccessivo avviata dall'Unione europea nel 2009. La Commissione Ue infatti dopo la riunione di oggi ha raccomandato al Consiglio europeo di abrogare la procedura per i disavanzi eccessivi per cinque paesi: Italia, Lettonia, Ungheria, Lituania e Romania. Nella nota diffusa da Bruxelles per confermare la scelta dell'Esecutivo europeo, si ricorda che la decisione è arrivata perché l'Italia ha messo in campo le iniziative necessarie a contenere entro il 3% del Pil il deficit nazionale dopo che questo era salito nel 2009 al 5,5% del prodotto interno lordo. La commissione europea inoltre indica chiaramente che il nostro Paese ha già messo in atto nuove misure per accelerare il rientro dal debito che nei programmi ufficiali dovrà attestarsi al 2,9% del Pil nel 2013 e all'1,8% del Pil nel 2014.
Esulta il Premier Letta che ha commentato: "L'uscita del nostro Paese dalla procedura europea per i disavanzi eccessivi è motivo di grande soddisfazione. Il merito è dello sforzo sostenuto da tutti gli Italiani, che devono essere orgogliosi di questo risultato". Il Presidente del Consiglio non ha mancato di ringraziare il precedente governo Monti per il lavoro svolto impegnandosi a rispettare gli obblighi assunti in sede europea. Il Presidente della commissione Barroso, come anticipato nei giorni scorsi, ha ribadito invece che dall'Ue arriveranno anche periodicamente alcune raccomandazioni all'Italia e agli altri Paesi usciti fuori dalla procedura di deficit. Tra le linee guida di Bruxelles oltre al pareggio di bilancio strutturale si chiede di insistere sulla ripresa economica, sulle riforme strutturali per lavoro, giustizia, scuola e fisco. Nel suo rapporto finale la commissione europea ha confermato anche la concessione di una proroga di due anni a Francia e Spagna per la correzione del deficit . Infine il governo europeo ha raccomandato di concedere una proroga anche a Olanda, Polonia, Portogallo e Slovenia.