Da tempo esiste una normativa che prevede il Pos obbligatorio per tutti gli esercenti e i professionisti che lavorano a contatto con il pubblico, ma in mancanza di sanzioni l'obbligo per mesi è rimasto lettera morta. A breve, però, sembra che il governo sia intenzionato a emanare un decreto legislativo in attuazione della direttiva europea relativa al taglio delle commissioni per i pagamenti elettronici e che nell'ambito del provvedimento procederà a inserire una sanzione pari a 30 euro per ogni pagamento elettronico non accettato. Oltre all'introduzione della sanzione, si dovrà poi procedere a stilare la lista dei soggetti economici che dovranno sottostare al nuovo obbligo.

Secondo quanto anticipato dal Sole24Ore, questa lista potrebbe essere molto lunga: "Dai negozi ai ristoranti, dalle gelaterie alle pizzerie fino ai pub passando per i bar. In realtà l’elenco potrebbe essere lunghissimo. Tutta l’attività di commercio e gli esercenti dovrebbero dotarsi del Pos. Un obbligo da cui non sfuggono neanche gli artigiani. E non è possibile invocare neanche quell’esenzione che era stata prevista in base al fatturato dal primo decreto attuativo della norma. Perché l’esonero per imprese e professionisti con ricavi nell’anno precedente fino a duecentomila euro è scaduto il 30 giugno 2014".

Tra i vari professionisti che dovranno dotarsi di Pos figurano anche gli avvocati, i commercialisti, i consulenti del lavoro, i notai, gli architetti, gli ingegneri, i geometri, gli agronomi, i medici, i dentisti e tutti i professionisti che operano a diretto contatto con il pubblico. "Nel decreto legislativo che fissa le sanzioni, potrebbe esserci lo spazio però per escludere espressamente quei professionisti che operano dietro le quinte all’interno di uno studio associato. Si tratta di quanti fatturano al titolare o ai titolari e non hanno un rapporto professionale diretto per la clientela. Quindi in questo caso non ci sarebbe alcuna ragione per obbligarli ad accettare pagamenti con il Pos", spiega il Sole24Ore. Inoltre, il decreto potrebbe prevedere ulteriori esenzioni temporanee per tabaccai e benzinai, "in virtù del fatto che incassano imposte e le riversano all’Erario".