Politica e corruzione tra le cause della crisi per il 43% degli italiani

Dal 46esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2012 emerge che per gran parte degli italiani le cause principali della crisi sono da ricercare soprattutto nel crollo morale della politica e nella corruzione. Rabbia e paura i sentimenti più diffusi.
Dal 46esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2012 emerge che per gran parte degli italiani le cause principali della crisi sono da ricercare soprattutto nel crollo morale della politica e nella corruzione. Rabbia e paura i sentimenti più diffusi.

Il 46esimo rapporto Censis evidenzia la grave crisi economica che ha colpito l’Italia, crisi che ha spinto gli italiani a cambiare il proprio modo di vivere e le proprie abitudini pur di combatterla. Tra le tante cose, per esempio, negli ultimi due anni è emersa la tendenza delle famiglie non solo a risparmiare ma anche a liberarsi dell’oro, dei gioielli e dei beni di famiglia per far fronte alla crisi e, contemporaneamente, ha spinto gli stessi italiani anche a "inventarsi" nuovi mezzi meno costosi, come la bicicletta che va a sostituire l'auto, per limitare i consumi. Ma quali sono le cause di tutto questo? Da quanto afferma il rapporto del Censis quasi la metà degli italiani non ha dubbi: la crisi economica dipende soprattutto dal degrado morale della politica e dal dilagare della corruzione.

I perché della crisi secondo gli italiani – Questo è un pensiero, degrado della politica e corruzione, che viene condiviso da il 43.1% degli italiani. Il 26.6%, invece, dà la colpa al debito pubblico legato a sprechi e clientele e un altro 26.4% accenna all’evasione fiscale. Sono in misura minore, invece, gli italiani che credono che questa crisi sia dovuta alla politica europea e all’euro (con precisione questo è il pensiero del 18%) e, infine, un 13.7% degli italiani se la prende con le speculazioni e i comportamenti delle banche. Il Censis mostra anche quanto per gli italiani, in rapporto anche agli europei, sia radicata l’idea della corruzione: se questo è un problema per il 74% dei cittadini europei, in Italia la percentuale raggiunge l’87%.

Popolazione indignata e pronta alla mobilitazione – Quasi la metà della popolazione italiana (il 46%), contro il 29% della media Ue, afferma di essere stato colpito personalmente dalla corruzione nel proprio quotidiano e, secondo un’indagine, per il 64.1% degli italiani in futuro aumenteranno coloro che si comporteranno scorrettamente pur di fare carriera. Aumenteranno l’evasione fiscale, le tangenti negli appalti pubblici e anche la mercificazione del corpo (per il 53.2%). Per tutto questo, secondo il Censis, c’è anche una forte disponibilità dell’opinione pubblica all’indignazione e alla mobilitazione (nell’ultimo anno il 4.1% della popolazione, e tra i giovani la percentuale aumenta, ha preso parte a iniziative di protesta) e in questo modo la politica diventa l’”imputata del processo”.

I sentimenti più diffusi tra gli italiani, in primis la rabbia – Infine, se c’è una cosa che accomuna più della metà della popolazione, con precisione il 52.3% dei cittadini, è quel sentimento di rabbia legato alla consapevolezza del delicatissimo momento storico che stiamo vivendo e che impone interventi drastici e fortemente penalizzanti per gran parte della popolazione. Ma ci sono anche altri sentimenti diffusi tra gli italiani e “registrati” dal Censis: la paura (per esempio per la malattia, la non autosufficienza, il futuro dei figli, la disoccupazione), la voglia di reagire degli italiani, il senso di frustrazione, così come c’è anche quel 10.6% di popolazione che si dice fiducioso che le cose possano cambiare in meglio.

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