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Le accuse di corruzione sono state al centro della campagna elettorale delle midterm statunitensi. Secondo diversi sondaggi, questo tema – nelle preoccupazioni e nelle priorità dei cittadini statunitensi – è stato secondo solo al carovita. E quando i Democratici hanno capito di avere in tasca la vittoria hanno detto subito a Donald Trump di “lawyer up”. Di trovarsi un avvocato e prepararsi a quello che sta per arrivare, cioè una serie di indagini e commissioni di inchiesta, con cui il Congresso punta ad inchiodare Trump davanti a una tesi precisa, quella per cui la sua amministrazione sarebbe corrotta.
In questi mesi sono uscite diverse inchieste giornalistiche su come Trump e gli esponenti della sua cerchia si siano arricchiti in modo ambiguo. I figli del presidente sono stati mandati a presenziare a dei negoziati pubblici in cui in realtà trattavano per sé stessi, facevano i loro personali interessi al posto di quelli del Paese e di tutti i suoi cittadini. E questo non è sfuggito al grande pubblico.
Le accuse di corruzione a Trump e alla sua famiglia
Facciamo qualche esempio. La Trump Organization, guidata dal figlio Eric, ha stretto una valanga di accordi economici con dei regimi che hanno interessi innegabili nella politica estera degli Stati Uniti. La festa per il matrimonio dell’altro figlio, Donald Jr., celebrata su un’isola privata, è stata finanziata da un oligarca russo vicino a Vladimir Putin. Il genero Jared Kushner è diventato l’inviato di pace della Casa Bianca e usa i contatti che questa posizione gli procura per espandere il suo impero immobiliare. I suoi affari vanno in parallelo ai negoziati diplomatici.
E poi c’è lo stesso Trump. Nel 2025, durante il primo anno alla Casa Bianca, Trump ha incassato 2,2 miliardi di dollari, che non è la cifra normalmente percepita dai presidenti dagli Stati Uniti. Per legge un presidente percepisce una rendita di 400 mila dollari all’anno, il che significa che Trump ha intascato circa il triplo. Da dove arrivano, allora, tutti questi soldi? Almeno 1,4 miliardi, secondo quanto ricostruisce anche il The Guardian, arrivano dalle cripto. Non è detto che, in questo caso, si profili un problema di corruzione in senso letterale, ma ci sono degli elementi quantomeno discutibili. Come ad esempio il fatto che la Securities and Exchange Commission di Trump abbia sospeso una causa per frode contro un miliardario che aveva investito nelle attività del presidente sulle criptovalute.
Regali, investimenti e perdoni presidenziali
Una Democratica, Rosa DeLauro, ha costruito una piattaforma in cui ha messo in fila tutti i possibili profili di corruzione che coinvolgono Trump e la sua amministrazione. Ci sono regali da Paesi stranieri, ad esempio, come un jet di lusso (dal valore stimato di centinaia di milioni) dato in dono a Trump dal governo del Qatar. Poi, per restare in tema criptovalute, ci sono investimenti da 2 miliardi di dollari di una società legata alla famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti nell’azienda cripto delle famiglie di Trump e Witkoff, a cui è seguito un invio di microchip avanzati al Paese. Ci sono casi di grazia presidenziale concessa dopo investimenti e operazioni aziendali in favore della famiglia Trump. E contratti pubblici o appalti a familiari, amici e alleati, come ad esempio quello alla società Powerus – sostenuta dai figli di Trump, Donald Jr ed Eric – che vende droni ai Paesi del Golfo alleati, impegnati nella guerra contro l’Iran.
Le commissioni di inchiesta
La Casa Bianca ha sempre negato qualsiasi conflitto di interessi o di aver elargito alcun perdono presidenziale in cambio di investimenti. Ma evidentemente queste smentite non sono riuscite a sgombrare il campo del dibattito pubblico da questa questione. Anche perché, mentre gli amici e i familiari di Trump occupano gli incarichi politici e fanno affari in giro per il mondo, arricchendosi sempre di più, il resto degli americani è sempre più in difficoltà, soffocato da un carovita che sta impoverendo la classe media ogni giorno di più.
Ora che i Democratici hanno il controllo del Congresso, le commissioni di inchiesta inizieranno a scavare tra le malefatte di Trump e della sua cerchia. E indipendente dai risultati a cui arriveranno queste commissioni, l’impatto sull’opinione pubblica si farà sentire. Insomma, per Trump i prossimi due anni potrebbero essere parecchio complicati.
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