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Dai voli ai supermercati, gli attacchi ibridi entrano nella quotidianità: non siamo in guerra, ma nemmeno in pace

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Un aereo partito da Helsinki e diretto a Roma Fiumicino è stato scortato da un jet dell’Aeronautica militare dopo che una mail, scritta in italiano e indirizzata agli indirizzi di ADR e di altre società dello scalo romano, ha fatto scattare un allarme bomba. L’allerta ha riguardato anche un volo diretto a Roma e partito da Dublino, dirottato in un aeroporto francese. Un’altra mail è arrivata a uno degli uffici di Malpensa, segnalando la presenza di ordigni a bordo. Un volo è stato fatto atterrare d’emergenza a Vienna. E allarmi simili sono arrivati anche in Bulgaria, per almeno tre aerei, e in Repubblica Ceca, su quattro voli diretti a Praga. Ci sono stati controlli anche a Madrid e almeno 18 voli in tutta Europa, in totale, sono stati interessati da questa vicenda. Al momento sono 6 quelli che coinvolgono l’Italia.

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Un passeggero che era a bordo dell’aereo dirottato in Francia ha raccontato che all’inizio è arrivata una comunicazione molto semplice. Cioè che per problemi tecnici l’aereo sarebbe dovuto atterrare in uno scalo francese. Poi però, dai finestrini, sono stati visti chiaramente dei jet militari affiancare l’aereo. E a quel punto i passeggeri hanno capito che qualcosa non stesse andando per il verso giusto e hanno pensato a un allarme bomba. Quando sono atterrati si sono  ritrovati in un aereoporto militare, circondati dai pompiere, dalla polizia e da tante ambulanze. Insomma, l’allarme era credibile. Al momento, nessuna delle operazioni di bonifica degli artificieri ha però dato esiti positivi. In altre parole: su nessun aereo è stata trovata alcuna bomba.

La mail dei "combattenti dello Stato maschile"

Una delle mail che avrebbe fatto scattare gli allarmi, scritta in italiano, sarebbe stata firmata da “combattenti dello Stato Maschile”. E diceva:

“Siete tutti complici di un complotto criminale. Vogliamo annientarvi per questo. Proprio per questo, in questo preciso momento, sui seguenti voli sono stati piazzati degli ordigni esplosivi: AY1761, Helsinki – Italia El402, Dublino – Italia. Sono diretti al vostro aeroporto. Noi, combattenti dello Stato Maschile, con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre. L'esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso".

Il cosiddetto “Stato Maschile” (“Male State”) si riferisce a un movimento estremista russo di estrema destra, misogino e omofobo e spesso ha condotto campagne di odio online contro le donne, la comunità nera e quella LGBTQ+. In passato questo movimento è stato già legato ad altri allarmi bomba, che si sono poi rivelati falsi. È stato fondato dal body builder Vladislav Pozdnyakov, che in un manifesto già nel 2016 metteva nero su bianco i principi che lo guidano: nazionalismo, suprematismo bianco, razzismo, patriarcato. Lui e i suoi seguaci erano attivi su piattaforme social russe e su Telegram. VKontakte, una sorta di Facebook russo, aveva bloccato il canale alcuni anni fa per istigazione alla violenza e nel 2021 un tribunale russo aveva dichiarato lo “Stato Maschile” un’organizzazione estremista, badita da tutto il territorio nazionale. In quel momento tra l’altro Pozdnyakov era già stato condannato a due anni per estremismo, ma si trovava in fuga all'estero. Il gruppo però ha comunque continuato a esistere, più che altro con il nome di Male Legion e concentrando la sua comunicazione sulla guerra in Ucraina, diffondendo contenuti violenti e utilizzando riferimenti nazisti.

Le indagini europee

Al momento è ancora tutto da verificare, non sappiamo chi sia realmente dietro quanto accaduto oggi. Ma è qualcosa che non ha precedenti. Al Financial Times l’amministratore delegato di Air France, Ben Smith, ha detto di non ricordare di aver mai visto nulla di simile in tutta la sua carriera, con un tale livello di coordinamento. Il commissario europeo per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha spiegato che sia l’Agenzia europea per la sicurezza aerea che i singoli Stati stanno monitorando attentamente la situazione, definendo “inaccettabile” qualsiasi minaccia contro i civili.

Insomma, anche se la situazione è ancora in fase di sviluppo e le indagini sono aperte, chiaramente si ipotizza un coordinamento a livello europeo. Tutti gli Stati membri stanno lavorando fianco a fianco per individuare i responsabili e da quello che è emerso finora, i messaggi di posta elettronica sarebbero arrivati da indirizzi compromessi o da indirizzi di posta elettronica che garantiscono servizi anonimizzati come Proton-mail.

La guerra ibrida

La guerra ibrida è già in Europa, ormai è difficile sostenere il contrario. La commissaria europea Hadja Lahbib, la persona che ha in mano la delega per la gestione delle crisi, ha detto di prepararsi al peggio, per affrontare gli attacchi hacker che “prendono di mira ospedali, sistemi di comunicazione o processi elettorali”. In Francia oltre che ai banchi frigo dei supermercati sono stati presi di mira anche le celle frigorifere degli ospedali che custodivano le sacche di sangue. Insomma, sono attacchi che potrebbero presto avere conseguenze drammatiche. La commissaria ha descritto questo campo come una “zona grigia”, per cui “non siamo in guerra ma nemmeno in pace”. Una situazione che fino a pochi anni fa ci sarebbe sembrata impossibile, riconducibile più a un racconto di fantascienza che alla realtà. L’intero continente sembra piombato nelle trame di una strategia della tensione. E l’ansia non fa che aumentare.

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