Piazza Affari va giù trascinata dai titoli bancari

Altra giornata nera per i mercati finanziari, l’indice Ftse/Mib resta il peggiore con una perdita del 3,7%. In ribasso tutti i titoli bancari mentre a Bruxelles si discute di come salvare gli istituti di credito in difficoltà.
Altra giornata nera per i mercati finanziari europei, Milano resta la peggiore con una perdita del 3,7%. In ribasso tutti i titoli bancari mentre a Bruxelles si discute di come salvare gli istituti di credito in difficoltà.

Quasi tutte le Borse europee oggi hanno chiuso in negativo. La peggiore è stata Piazza Affari che ha chiuso con un -3,71%, mentre gli altri mercati ottengono perdite più contenute, tra 1% e 1,6%. A pesare sull’andamento dei mercati finanziari sono la scarsa crescita economica dei Paesi e soprattutto la crisi degli istituti di credito. Molti di questi ultimi negli anni passati si sono esposti in maniera esagerata con titoli di Stato di Paesi oggi in difficoltà e ora si trovano a non avere a disposizione la liquidità necessaria. Oggi per salvare alcune banche si chiede la loro ricapitalizzazione molto probabilmente a spese degli Stati, innescando una sorta di circolo vizioso dal quale non si uscirà facilmente.

In Italia oltre ai problemi comuni a tutta l’Europa a pesare è stata anche la crisi di Governo e la Fiducia chiesta da Berlusconi in Parlamento. Con un Governo debole, infatti, gli investitori non credono che si riusciranno ad attuare tutte quelle manovre correttive previste per il risanamento dei conti pubblici. Certamente andare sotto sul Bilancio dello Stato non è di aiuto per la credibilità del nostro Paese, con la conseguenza che anche lo spread Btp-Bund è aumentato arrivando a 371 punti.

In Europa in queste ore non si fa altro che parlare di come riuscire a salvare le banche che ogni giorno cedono punti sul mercato azionario. La Commissione Europea punta tutto sull’aumento di capitale degli istituti, richiesto con un inasprimento della normativa europea già allo studio di Bruxelles. Le due maggiori banche italiane, UniCredit e Intesa, ci tengono a sottolineare che dal loro punto di vista non vi è alcuna necessità di ricapitalizzazione, anche se però oggi hanno perso rispettivamente il 12%  e l’8%.

I rischi connessi ad una politica di inasprimento delle regole sono stati evidenziati da Josef Ackermann di Deutsche bank che ha ricordato che in realtà “Il problema non è la dotazione di capitali delle banche , ma il fatto che i titoli del debito pubblico abbiano perso il loro status di investimenti esenti da rischi”. Il banchiere tedesco ha anche messo in guardia dal pericolo di una stretta dei cordoni della borsa da parte delle banche che, essendo in difficoltà, potrebbero provocare una restrizione del credito che porterebbe molte aziende a dichiarare bancarotta.

In realtà molto è nelle mani del mondo politico che dovrà varare dei piani di crescita adeguati e di lungo periodo. A ricordarlo è di nuovo il Presidente della Bce, Trichet, che dopo gli allarmi dei giorni scorsi ha invitato tutti i Paesi in difficoltà a rispettare gli accordi di risanamento e ad essere “pronti ad adottare eventuali misure aggiuntive”.

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