L'omicidio Meredith Kercher

Sollecito contro Amanda Knox per il titolo dello spettacolo sulla capriola in Questura: “Pensi alla famiglia di Meredith”

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“Quella era stata una ragazzata che si poteva risparmiare e io non la porterei come una bandiera” ha dichiarato Raffaele Sollecito a Verissimo criticando il titolo col quale Amanda ha chiamato il suo spettacolo comico Cartwheel, che si riferisce proprio a quella capriola fatta in Questura dopo la morte della coinquilina.

"Pensi alla famiglia di Meredith" così Raffaele Sollecito è tornato a criticare pubblicamente Amanda Knox per il suo spettacolo su Meredith Kercher che aveva già fatto infuriare la famiglia della studentessa britannica uccisa a Perugia il primo novembre 2007. “Quel titolo mi arriva un po' come una provocazione” ha dichiarato Sollecito riferendosi allo spettacolo teatrale di stand-up comedy chiamato Cartwheel col quale Amanda sta girando teatri e festival dall’estate scorsa. Il titolo infatti si riferisce alla capriola che lei avrebbe fatto in Questura mentre attendeva di essere ascoltata dopo la morte della coinquilina.

“Mi ha un po’ colpito lo stomaco sapere che lo ha intitolato così, richiamando la ruota fatta in questura” ha detto Sollecito intervistato da Silvia Toffanin negli studi del programma Verissimo per la puntata che andrà onda domenica 18 ottobre su canale 5. “Quella era stata una ragazzata che in quel contesto si poteva risparmiare, come io portarmi un coltellino a serramanico” ha ricordato l’uomo che fu imputato a sua volta per l’omicidio di Meredith e condannato prima di essere assolto in via definitiva dopo anni di processi.

“Io non la porterei come una bandiera e mi sono chiesto: prova a metterti dalla parte della famiglia di Meredith” ha aggiunto Sollecito che aveva già criticato l’ex fidanzata sottolineando di essere rimasto perplesso dal fatto che “una tragedia venga utilizzata come elemento di richiamo per uno spettacolo comico”.

Sollecito però non rinnega il passato con Amanda con la quale ha condiviso momenti belli e spensierati di gioventù prima della tragedia che ha travolto entrambi . “Ci volevamo molto bene e ci trovavamo bene insieme” ha spiegato l’uomo, ritornando su un episodio raccontato da Amanda Knox proprio a Verissimo e legato a un viaggio a Gubbio fatto insieme a lui qualche anno fa.

Un artista di strada, vedendolo spingere il passeggino della figlia di Amanda, lo scambiò per il padre e lui dovette chiarire l’equivoco ma proprio quelle parole innescarono in lui un pensiero che lo ha mai lasciato. “Quando ho risposto che la bambina non era mia ho avuto un sussulto. C’è stato come un fermo immagine, per più di un minuto nessuno ha fiatato. Cosa sarebbe successo nel concreto senza questa tragedia? È un punto interrogativo che forse non avrà mai risposta”.

“Mi sento ancora prigioniero di uno stigma che mi perseguita e che, di fatto, ha condizionato tante cose nella mia vita” ha ribadito Sollecito nell‘intervista, rivelando di aver inviato una lettera di vicinanza ad Alberto Stasi, l’uomo condannato per il delitto di Garlasco e che ritiene vittima di ingiustizia. “Non mi paragono alla sua vicenda, ma all'ingiustizia che c'è dietro. Per me è assolutamente innocente, perché non c'è mai stata una prova contro di lui” ha spiegato Sollecito, concludendo: “Non ho nessuna stima dell'Italia, delle sue istituzioni. Non voglio creare una famiglia qui”.

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