Amanda Knox a Verissimo: “Io e Meredith vittime di misoginia. Sollecito? Gli chiesero se mia figlia fosse sua”

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Amanda Knox sarà ospite di Silvia Toffanin a Verissimo nella puntata di domenica 27 settembre. A quasi vent’anni dal delitto di Perugia, tornerà a parlare della sua vicenda e delle polemiche nate intorno a Cartwheel, lo spettacolo con cui ha raccontato sul palco la propria esperienza. In studio anche il marito Christopher e i figli. Knox parlerà inoltre del rapporto con Raffaele Sollecito e delle scuse rivolte a Patrick Lumumba.

Amanda Knox torna a parlare della vicenda che ha segnato la sua vita e lo fa nel salotto di Verissimo, insieme al marito Christopher Robinson e ai loro figli Eureka ed Echo. L’intervista esclusiva con Silvia Toffanin andrà in onda domenica 27 settembre alle 16.30 su Canale 5.

A quasi vent’anni dal delitto di Perugia, Knox ripercorrerà alcuni dei passaggi più delicati della sua storia, soffermandosi in particolare sulle polemiche legate a Cartwheel, lo spettacolo di stand-up comedy presentato al Fringe Festival di Edimburgo, dove Knox ha scelto di raccontare la propria vicenda. La scelta di trasformare questa esperienza in uno spettacolo aveva provocato la dura reazione della famiglia Kercher: la sorella Stephanie aveva contestato soprattutto il ricorso alla comicità per raccontare una vicenda così dolorosa, sostenendo che il progetto rischiasse di normalizzare e banalizzare la violenza contro le donne.

Le polemiche per Cartwheel

Al centro dell’intervista ci saranno le critiche ricevute da parte della famiglia di Meredith Kercher dopo il debutto di Cartwheel. La donna ammette di riconoscere il dolore dei familiari e di comprendere la loro rabbia. Allo stesso tempo, però, prende le distanze dall’idea che il suo show voglia scherzare sul delitto: “Non faccio ironia su un omicidio. La sua famiglia ha perso una figlia e una sorella nel modo più atroce possibile e quindi sono giustificati nel sentirsi per sempre arrabbiati, però mi spiace che si sentano feriti dalla persona sbagliata”.

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"Io e Amanda Knox vittime di misoginia"

Nell’intervista, inoltre, respinge categoricamente l’accusa secondo cui il suo spettacolo potrebbe normalizzare la violenza contro le donne. E aggiunge: “Ogni volta che parlo di quello che è successo a me, parlo anche di quello che è successo a Meredith”. Poi si sofferma sul fatto che nessuno ricordi il nome di Rudy Guede, condannato per l’omicidio: "Il fatto che nessuno ricordi il nome della persona che l’ha violentata (Rudy Guede, ndr) e uccisa è una tragedia". Da qui il discorso si allarga al modo in cui interpreta oggi quella vicenda e il trattamento ricevuto negli anni. Knox lega infatti la propria esperienza a quella vissuta da Meredith attraverso un tema più ampio: "Penso che questa sia una storia di misoginia: le è stata tolta la vita come se non valesse niente e io sono stata messa in carcere come se non valessi niente, quando eravamo entrambe innocenti", racconta a Silvia Toffanin.

Il rapporto di Raffaele Sollecito oggi: "Ci vogliamo bene"

Nel corso dell’intervista ci sarà spazio anche per Raffaele Sollecito, il giovane con cui la donna aveva una relazione all’epoca del delitto di Perugia. I due vennero arrestati pochi giorni dopo il delitto e condannati in primo grado per l’omicidio, per poi essere assolti in appello. Dopo un nuovo processo e una seconda condanna, nel marzo 2015 la Cassazione li ha assolti definitivamente. A distanza di anni, “Ci vogliamo ancora bene”, racconta Knox, ricordando anche un momento vissuto insieme dopo il suo ritorno in Italia.

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Amanda knox e Raffaele sollecito

I due hanno finalmente fatto il viaggio a Gubbio che avevano programmato di compiere la mattina in cui la loro vita cambiò radicalmente. A colpirla particolarmente è stato un episodio avvenuto durante quella giornata: Sollecito spingeva il passeggino della figlia di Amanda quando un artista di strada gli ha domandato se fosse sua la bambina. “Lui ha risposto di no. In quel momento mi è venuto in mente che le nostre vite potevano essere diverse”, ha aggiunto.

Le scuse a Patrick Lumumba: “Non gli bastano”

Tra i temi affrontati ci sarà anche il rapporto con Patrick Lumumba, il proprietario del pub dove Amanda lavorava a Perugia. Nei giorni successivi all’omicidio, la donna lo indicò agli investigatori come possibile responsabile del delitto: l’uomo venne arrestato e trascorse circa due settimane in carcere, prima di essere completamente scagionato grazie a un alibi. Knox, oggi, racconta di avergli chiesto scusa per quanto accaduto ma senza sortire l'effetto sperato: "È stato messo in carcere, ha perso il suo locale, ha perso tanto, ma le mie scuse non gli bastano".

Il marito Christopher Robinson: “Amanda è la persona più coraggiosa che conosca”

Accanto a lei, per la prima volta in televisione, ci sarà anche il marito Christopher Robinson, insieme ai figli Eureka ed Echo, avuti nel 2021 e nel 2023.

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Con il marito Christopher Robinson

Robinson ha scelto di intervenire nel corso dell'intervista per parlare della moglie e del modo in cui l’ha vista affrontare questi anni. “Penso che Amanda sia la persona più coraggiosa che io conosca. Sono veramente orgoglioso di lei”, dice, aggiungendo che ogni giorno la moglie gli ricorda come poter diventare una persona “migliore e più forte”.

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