Pensioni, l’Europa detta la strada: “Aumentare l’età, adeguarla all’aspettativa di vita”

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La cancelliera tedesca Merlel, dopo un incontro con Hollande, ha auspicato un maggior coordinamento a livello europeo sul tema delle pensioni.

In un'intervista al quotidiano tedesco Spiegel Angela Merkel ha auspicato un maggior coordinamento a livello europeo sul tema delle pensioni, pur escludendo l'ipotesi che la competenza venga trasferita interamente alla Commissione, svuotando di fatto i provvedimenti dei singoli paesi. Dopo un incontro con Holande, la cancelliera tedesca ha delineato la proposta di coordinare le politiche del mercato del lavoro e delle pensioni. E mentre sulla lotta alla disoccupazione – specie giovanile – negli ultimi giorni sono state fatte proposte per rivedere la linea di austerity e creare maggiore occuopazione, il tema della previdenza è ancora in alto mare. Tutti i 27 paesi hanno infatti regimi diversi. La preoccupazione di partenza riguarda la sostenibilità del peso per i bilanci nazionali. “L’invecchiamento della popolazione rappresenta uno dei principali problemi”, osserva l'esecutivo comunitario.

“Se uomini e donne, che vivono più a lungo, non restano in attività più a lungo e non risparmiano in misura maggiore per la pensione, la loro adeguatezza non potrà essere garantita”. Alcuni paesi, come l'Italia, hanno adeguato l'età pensionabile alla speranza di vita. Altri invece, come la Francia, hanno riportato l'età legale per la pensione da 62 a 60 anni. La Germania deve fare i conti con un declino demografico che a lungo termine renderà il suo sistema insostenibile. Nel Libro Bianco, la Commissione individua 2 priorità: innalzare l’età pensionabile collegandola all’aumento della speranza di vita e sviluppare il risparmio destinato alle complementari.

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