Pagamenti carte e bancomat, arriva il taglio alle commissioni bancarie

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Sul tavolo del Governo l’ipotesi di un decreto per favorire la moneta elettronica come mezzo di pagamento per combattere l’evasione fiscale. Le linee guida: meno costi per i micro-pagamenti e l’incentivazione dei pos tra i commercianti.

Combattere l'evasione fiscale attraverso la moneta elettronica (carte di credito e bancomat). Voci di corridoio parlano di un decreto del Governo pronto entro breve: la cooperazione tra il ministero dell'Economia e quello dello Sviluppo economico potrebbe concretizzarsi già dalla fine di questa estate e portare ad importanti incentivi per la diffusione delle card: riduzione delle commissioni bancarie per utilizzare le carte, soprattutto per le transazioni molto basse, e un numero maggiore di Pos presenti negli esercizi commerciali. L'intero progetto dell'esecutivo, poi, avrebbe una sfumatura ben precisa: si punta infatti a vincolare le micro-transazioni che si effettuano nel quotidiano, oggi ‘dominate' dal contante, indirizzandole verso i pagamenti ‘elettronici'. I principi sui quali dovrebbe fare leva il decreto allo studio dei ministeri sono quattro: trasparenza, divieto di commissioni a pacchetto, correlazione delle commissioni al volume delle transazioni; incentivi ai micro pagamenti elettronici sotto i 30 euro con commissioni più basse.

Secondo lo studio della I-Com (istituto per la competitività) sui dati della Bce, un ipotetico aumento di 10 milioni di carte (paragonabile, seppur inferiore, all'aumento registrato in Italia tra il 2006 ed il 2011) ridurrebbe la cosiddetta ‘economia sommersa' del 3,6% e a un recupero dell'evasione fiscale stimato in oltre 5 miliardi di euro. Quasi proporzionalmente, continua lo studio, un incremento del numero di carte in circolazione di circa 5 milioni di unità porterebbe ad un gettito di 2,6 miliardi di euro. Una cifra non da poco se si considera che solo per il rinvio ad ottobre dell’aumento Iva al 22% il Governo è ancora a caccia di un miliardo di euro.

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