La crisi si abbatte sui giovani: un milione di posti di lavoro persi in 3 anni

i numeri dell istat restituiscono una fotografia deprimente sul mercato del lavoro
I numeri dell’Istat restituiscono una fotografia deprimente per quel che riguarda il mercato del lavoro giovanile nel nostro Paese. E la Cgil lancia l’allarme: “Il 2012 rischia di essere l’anno della disoccupazione di massa”.

Sulla disoccupazione giovanile in Italia ci eravamo espressi qualche giorno fa. I dati dell'Istat ci dicevano che il numero di ragazzi senza occupazione ha raggiunto livelli record nel nostro Paese. Come se non bastassero quelle notizie ad attestare una situazione di indubbia crisi per il mercato del lavoro italiano, oggi arrivano le nuove cifre dell'Istituto di Ricerca Nazionale che non fanno altre che confermare questo trend negativo. In tre anni il numero dei giovani occupati, tra i 15 e i 34 anni, è diminuito di oltre un milione di posti. Si è passati infatti delle 7,1 milioni di unità del 2008 alle 6 milioni e 56.000 del 2011 (-14,8%).
Inutile ricordare, che il calo dell'occupazione è una diretta conseguenza della crisi economica e a farne le spese sono stati soprattutto i giovani, specialmente le ragazze. Il declino è stato progressivo. Tuttavia negli ultimi 12 mesi, si è avuta un'accelerata: tra il 2010 e il 2011, la riduzione dei posti di lavoro per quel che riguarda gli occupati italiani tra 15 e 34 anni è stata pari a 233mila unità, come rivela l'Istat. E se guardiamo all'età, i numeri del calo dell'occupazione giovanile penalizzano i giovanissimi. La fascia 15-24 è quella che in questi ultimi tre anni ha subito le più gravi conseguenze della recessione con un  calo del 20,5% (-303 mila unità in meno tra il 2008 e il 2011).

Le cifre dell'Istat relative all'occupazione giovanile sono state commentate dal segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, che ha parlato di un «grave ritardo» per quel che riguarda le politiche per la crescita in Italia. Il sindacalista fa notare che oltre al milione di posti di lavoro in meno in tre anni, vanno considerati pure i «tre miliardi di ore di cassa integrazione relative allo stesso periodo». Scudieri è dell'idea che la riforma del lavoro va pensata proprio «guardando ai giovani che sono soggetti a lavoro frantumato e precario, senza diritti e senza protezione. Vanno riviste le norme del ddl per allargare e includere le parti più deboli». Se così non sarà , conclude il segretario ,«il 2012 rischia di diventare l'anno della disoccupazione di massa»

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