La crisi divora il ceto medio: il 52% degli italiani si sente povero

A cura di D. F.
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E’ quanto emerge dal settimo rapporto dell’osservatorio europeo sulla sicurezza della Fondazione Unipolis. Il 60% dei cittadini teme per il futuro dei propri figli e il 67% guarda all’emigrazione come sola speranza per i giovani.

Il ceto medio? E' scomparso, letteralmente divorato dalla crisi economica. E' quanto emerge dal settimo rapporto dell'osservatorio europeo sulla sicurezza della Fondazione Unipolis: mentre nel 2006 il 60% degli italiani si collocava nell'"area di mezzo" tra povertà e benessere, oggi il 52% degli intervistati colloca la propria famiglia nella classe sociale "bassa o medio-bassa". Il 60% dei cittadini teme per il futuro dei propri figli e il 67% guarda all'emigrazione come sola speranza per i giovani. L'insicurezza economica è considerata un'emergenza dal 73% delle persone interpellate: si tratta di un dato inferiore a di 6 punti percentuali a quello riscontrato nel 2013, ma 15 punti più alto rispetto al 2009. In questo quadro la politica anziché essere percepita come soluzione ai problemi, viene considerata un problema. In particolare a determinare sfiducia è – per il 68% degli intervistati – l'instabilità. Anche l'Unione Europea viene vista come una risorsa solo dal 27% dei cittadini.

E con la crisi economica cresce anche l'insicurezza personale. Secondo l'84% degli intervistati, infatti, ci sarebbe il serio rischio di un incremento della criminalità. Secondo la ricerca il principale tg italiano, tra il 16 dicembre 2013 e il 5 gennaio 2014, ha dedicato oltre il 58% dei servizi aventi a che fare con tematiche ansiogene a fatti legati alla criminalità; soltanto il 4,4% del palinsesto è dedicato a informazione su crisi, impoverimento e perdita di lavoro. Malgrado ciò è fortemente sceso il timore nei confronti degli immigrati: per il 56% la loro presenza in Italia "favorisce la nostra apertura", mentre ben l'80% si dichiara favorevole a concedere la cittadinanza ai figli di stranieri nati nel nostro Paese. A Secondo il sociologo Ilvo Diamanti, direttore scientifico di Demos&Pi, il paese in cui viviamo è "l'Italia della grande incertezza. La società è caratterizzata dalla perdita dei riferimenti di valore, istituzionali, normativi che fornisce la politica ed è ormai disorientata. E anche il futuro si è perso nella nebbia della grande incertezza in cui siamo scomparsi".

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