4 Gennaio 2012
15:42

La Cgil contro Cisl e Uil, “non si può accettare di fare i solisti stonati”

Il sindacato della Camusso torna a parlare di riforma del lavoro e chiede nuovamente al governo Monti di non convocare le parti sociali separatamente. La Cgil ribadisce agli altri sindacati confederali che non è possibile agire separatamente e definisce la proposta del contratto unico di Ichino solo una pubblicità ingannevole.
A cura di Antonio Palma

La Cgil anche oggi torna a chiedere al governo Monti un piano per il lavoro e di non convocare separatamente i sindacati al tavolo delle trattative come già aveva fatto ieri. Il maggior sindacato italiano su twitter ritorna sulla questione e chiede a Monti di parlare chiaro e individuare “obiettivi e strumenti” se realmente è interessato ad un accordo con i sindacati, per la Cgil questo "è solo buon senso altrimenti è solo tutto fumo per decidere da soli”. Il sindacato della Camusso, risponde anche a chi li aveva accusati di voler ritornare alla concertazione degli anni 90, affermando che le cose importanti sono due, che ci sia “un confronto serio e onesto” e che i tre sindacati arrivino alla concertazione con una posizione comune.

La Cgil, oggi, infatti, si rivolge anche direttamente a Cisl e Uil, invitando gli altri due sindacati confederali a trovare una linea comune altrimenti si rischia di essere poco coerenti, “bisogna concordare uno spartito, non si può chiedere ogni giorno concertazione e poi accettare di fare i solisti stonati”, sono le parole che la Cgil tramite un twitter indirizza agli altri due maggiori sindacati italiani. Una vera e propria presa di posizione dopo le parole di ieri di Bonanni e Angeletti che si erano dimostrati più possibilisti ad un confronto separato con il Governo, sottolineando che la forma del confronto tra Governo e sindacati non è importante, ciò che è importante è la sostanza e cioè che il Governo accolga le proposte delle parti sociali.

La Cgil, dunque, non sembra proprio digerire la scelta del Governo e non è pronta a nessuna apertura verso forme diverse di contrattazione, ma anche verso qualsiasi ipotesi di riforma del tanto discusso articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Per la Cgil, infatti, anche la proposta dell’esponente del Pd Ichino, che il Governo ha preso in considerazione, è inaccettabile. Stiamo parlando del cosiddetto contratto unico, che prevede non solo che il licenziamento individuale è possibile per motivi economici, tecnici o organizzativi, ma anche che al posto del reintegro nel posto di lavoro l'impresa dovrà corrispondere al lavoratore un'indennità economica. Questo progetto viene definito dalla Cgil “pubblicità ingannevole” che “non cancella la precarietà di oggi e ne aggiungerà nuova domani”. Per il più grande sindacato italiano l’unica cosa che serve sono riforme che facciano in modo che i giovani escano dalla precarietà a vita utilizzando contratti di inserimento e formazione già esistenti.

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