Istat: “Pil sceso del 2,1% in un anno”. Cala anche la spesa delle famiglie
Mentre il governatore della Banca d'Italia rassicura circa la prossima fine della recessione, i dati Istat rivelano come il Pil italiano sia diminuito ancora – dello 0,3% – rispetto al trimestre precedente, e del 2,1% rispetto al secondo trimestre del 2012. In questo modo, la variazione acquisita del prodotto interno lordo per il 2013 è pari a -1,8%: si tratta, di fatto, del calo annuale che si otterrebbe con una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno. La situazione economica italiana secondo l'Istat continua a peggiorare: a marzo la variazione acquisita era dell'1,5%, rivista poi all'1,6% a giugno, corretta all'1,7% a inizio agosto quando il ministro dell'economia, Fabrizio Saccomanni, pronosticava la fine della recessione e, infine, nonostante i richiami all'ottimismo da parte del governo, tagliata ancora oggi.
Molto male anche la spesa delle famiglie italiane, che nel secondo trimestre dell'anno 2013 ha registrato un calo in termini tendenziali del 3,2%. Lo comunica ancora l'Istat con i dati sul Pil specificando che gli acquisti di beni durevoli sono diminuiti del 7,1%, gli acquisti di beni non durevoli del 3,3% e gli acquisiti di servizi dell'1,8%.