15 Novembre 2021
14:39

Il debito pubblico italiano diminuisce: i dati di Bankitalia

A settembre il debito della Pubblica amministrazione è diminuito di ben 27,9 miliardi di euro rispetto al mese precedente, fermandosi a quota 2.706,4 miliardi. A comunicarlo è la Banca d’Italia.
A cura di Annalisa Girardi

Il debito pubblico italiano sta scendendo. A settembre, infatti, il debito della Pubblica amministrazione è diminuito di ben 27,9 miliardi di euro rispetto al mese precedente, fermandosi a quota 2.706,4 miliardi. A comunicarlo è la Banca d'Italia nella sua statistica "Finanza pubblica: fabbisogno e debito". Va comunque sottolineato che un anno fa, quindi a settembre 2020, il debito pubblico del nostro Paese risultava pari a 2.585 miliardi: è quindi cresciuto di 121 miliardi nell'ultimo anno.

Oggi, durante l'assemblea annuale degli industriali tenutasi a Parma il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha detto: "Il nostro Paese ha resistito e ha cominciato a correre, ora dobbiamo mantenere il ritmo senza fermarci. Oggi abbiamo una grande occasione, quella del piano nazionale di resilienza". Bonomi ha poi aggiunto: "Vogliamo essere ascoltati su tutti i provvedimenti che impattano sulla vita delle imprese o si corre il rischio di commettere gravi errori da cui, poi, è difficile tornare indietro senza aver già causato danni irreparabili".

E ancora: "Vogliamo essere messi nelle condizioni di fare impresa, vogliamo correre senza zavorre e competere con i nostri concorrenti ad armi pari. E allora, prima di tutto, chiediamo che vengano attuate quelle riforme che aspettiamo da trent'anni: dal mercato del lavoro alla giustizia, dal fisco alla formazione fino ad arrivare alla madre di tutte le riforme, quella della Pubblica amministrazione".

Il presidente dell'Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, commentando i numeri di Bankitalia sui conti pubblici ha invece avvertito: "Il fatto che il debito pubblico sia sceso a settembre di 27,9 miliardi è, purtroppo, solo un effetto ottico. Si tratta di una pausa nell'escalation che dura ininterrottamente dal dicembre 2020, ma che di fatto è iniziata a marzo del 2020, con lo scoppio della pandemia, quando il debito cominciò a salire da 2.433,6 miliardi a 2.469 miliardi di aprile". Per poi concludere: "Il calo, infatti, è dovuto prevalentemente al fatto che alcune imposte che erano state congelate sono ritornate in auge, anche se una parte dell'aumento delle entrate, pari a 35,6 mld, +19,7% su settembre 2020, si deve alla ripresa economica e questa è certamente la buona notizia".

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