Gli Usa attaccano la Germania: “Berlino egoista indebolisce l’Europa”

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Il Tesoro americano ha attaccato il governo tedesco accusandolo di puntare troppo sull’export a scapito degli altri Paesi dell’Europa.

Dopo il caso Datagate è di nuovo scontro tra Germania e Stati Uniti questa volta sul piano delle politiche economiche. Con un attacco a sorpresa il ministero del Tesoro americano accusa senza mezzi termini il governo di Berlino di essere troppo egoista in campo economico a scapito degli altri Paesi dell'Eurozona indeboliti secondo Washington dai pesanti export della Germania. Nel suo rapporto semestrale sulle valute e le politiche economiche dei Paesi concorrenti, il Tesoro americano spiega infatti che la crescita economica tedesca anche in tempi di crisi è dovuta soprattutto alle politiche economiche orientate alle esportazioni e poco sulla domanda interna, con effetti evidenti sui Paesi vicini. La scarsa crescita della domanda interna e la dipendenza dalle esportazioni sono due fattori che "hanno impedito un riequilibrio nel momento in cui molti altri Paesi dell'area euro sono sotto forte pressione per ridurre la domanda e comprimere le importazioni al fine di promuovere aggiustamenti" a favore del rigore spiegano gli americani che per la prima volta inseriscono la Germania tra i Paesi problematici per la loro economia al pari ad esempio della Cina da sempre sospettata di tenere artificialmente bassi i tassi di cambio per sostenere la loro competitività internazionale.

La risposta di Berlino però non si è fatta attendere, "Il surplus commerciale della Germania è il risultato della forte competitività dell'economia tedesca e dell'occupazione a livelli record " e le critiche americane "per questi successi è qualcosa di incomprensibile" si legge in una nota diffusa dal ministero dell'Economia di Berlino, in cui viene ricordato che "per l'Fmi l'avanzo commerciale tedesco non deriva da distorsioni nella politica economica del Governo ma dalla competitività dell'industria tedesca. Ad intervenire nella diatriba che potrebbe inasprire ancora di più i difficili rapporti tra i due Paesi è intervenuta anche la Commissione europea, che attraverso il suo portavoce ha spiegato che la Germania resta "una locomotiva per la zona euro e per l'Unione Europea".

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