Giovani di Confindustria: “Fuori chi delocalizza e abbandona l’Italia”
Fuori da Confindustria gli imprenditori che rubano e corrompono, ma anche chi delocalizza l'azienda nonostante continui a fare utili in Italia. È quello che chiedono i giovani di Confindustria che oggi si sono dati appuntamento a Santa Margherita ligure in provincia di Genova per il convegno nazionale. Il guanto di sfida è stato lanciato direttamente dal neo presidente dei Giovani di Confindustria, Marco Gay, che parlando dal palco della manifestazione ha puntato il dito contro "la delocalizzazione di quelle imprese che producono utili ma vanno alla ricerca di manodopera sempre più sottopagata". Gay ha chiesto l'allontanamento dall'associazione non solo di chi corrompe, come proposto da Squinzi, ma anche di "chi abbandona l'Italia" senza motivi validi. "Chi non accetta che il legittimo profitto sia indissolubilmente legato al territorio che lo genera esca da Confindustria" ha proposto Gay, aggiungendo: "Non abbiamo paura a dirlo, la delocalizzazione di quelle imprese che producono utili ma che vanno alla ricerca di manodopera sempre più sottopagata, sradicando ricchezze produttive che hanno segnato la storia di intere città e distretti, oggi non può più essere considerata una qualsiasi opzione imprenditoriale".
Le richieste al Governo
Il neo presidente dei giovani industriali al suo debutto ufficiale però ha anche chiesto il sostegno del Governo a chi non va via, attraverso una minore tassazione. “Noi ci impegniamo a non lasciare l’Italia, ma lo Stato deve essere nostro alleato" ha dichiarato l’imprenditore torinese, proponendo "vantaggi fiscali non inferiori al 50% totale del costo del lavoro per 3 anni finalizzati alle assunzioni a tempo indeterminato e una riduzione temporanea delle tasse sui profitti rimpatriati fino al 5%, se le aziende beneficiarie riportano in Italia la sede legale assumendo nuovi dipendenti". "Diciamolo chiaramente, se vogliamo che la crescita quando tornerà, porti anche lavoro bisogna passare a una tassazione dell’impresa che rafforzi chi assume regolarmente, anziché penalizzarlo come se fosse una colpa" ha proseguito Gay rivolto al governo, aggiungendo: "Quindi, per favore diteci che prima o poi toglierete del tutto questa Irap".
Abbattere il costo del lavoro per creare un milione di posti
"L'esito del voto alle Europee ripone sul governo una fiducia che si misurerà sulla capacità di rispettare gli impegni. Una fiducia a tempo determinato" ha spiegato Gay. "Abbiamo apprezzato l'intervento del governo sugli 80 euro che hanno alzato il potere d'acquisto di chi un lavoro ce l'ha, ma non possiamo dimenticare chi un lavoro non ce l'ha" ha sottolineato il presidente degli industriali, ricordando che nuovi posti di lavoro sono possibili solo "abbattendo il costo del lavoro per le imprese". Infine Gay ha lanciato un messaggio ai suoi, spiegando: "Qualcuno anni fa ha promesso di creare un milione di posti di lavoro, ma se ciascuno di noi incubasse o contribuisse alla creazione anche solo di una start up in poco tempo avremmo 10mila nuove imprese. Significa molto più di 1 milione di posti di lavoro".