
Quasi avevamo nostalgia del più grande tra gli alibi della politica e degli imprenditori italiani: è colpa dell’Europa. Grazie, quindi, a Giorgia Meloni e al presidente di Confindustria Emanuele Orsini, per averlo tirato fuori dal cassetto, come un vecchio orsacchiotto impolverato nella cameretta di un adolescente. Grazie, perché ci mancava sentir dire che è colpa dell’Europa se l’economia non cresce, anche se senza i miliardi del PNRR – soldi europei – l’Italia sarebbe in recessione tecnica da due anni, tre col prossimo.
Grazie, perché è bellissimo sentirlo dire da un governo che del PNRR è il primo beneficiario in assoluto – 194 miliardi su 577 complessivi erogati – ed è riuscito nell’impresa di spendere talmente male quei soldi che in quello stesso periodo siamo diventati il Paese che cresce meno in Europa e quello più indebitato.
Grazie, perché quasi ci dimenticavamo pure che questo è il primo governo che da quando esiste l’Unione Europea, ha preso da Bruxelles più soldi di quelli che ha dato. Non una volta o due: ogni anno, dal giuramento a oggi.
Grazie, perché è sicuramente colpa dell’Europa se la pressione fiscale in Italia è al 43,1%, una delle più alte in Europa, cresciuta mentre l'Europa ci inondava di soldi come mai prima d'ora.
Grazie, perché è meraviglioso sentir dire dalla destra che ha firmato o ratificato quasi tutte le regole europee – buon ultimo questo governo col nuovo patto di stabilità – dire che le regole europee fanno schifo e bloccano la crescita.
Grazie, perché avevamo proprio bisogno di sentir parlare di ideologia green che rovina le imprese, e poi lamentarsi che siamo invasi dalle auto elettriche prodotti nei Paesi che hanno investito in tecnologie più sostenibili. E ancora di più, avevamo bisogno di sentircelo dire col termometro che segna 36 gradi a maggio.
Grazie, infine, perché quasi ci eravamo convinti che questo governo potesse anche arrivare a criticare Donald Trump e gli Stati Uniti, che ci hanno trascinato in una crisi economica globale perché avevano voglia di sforacchiare qualche Ayatollah in Iran, incuranti del fatto che se l’Iran chiude lo stretto di Hormuz, strozza il mondo.
Evidentemente, anche Trump è colpa dell’Europa. Scemi noi che non ci eravamo arrivati.