Dal FMI un messaggio per la Merkel: L’Italia non può farcela da sola
Non c'è da meravigliarsi più di tanto nel sentire la profezia del direttore del Dipartimento degli affari di bilancio del Fmi, Carlo Cottarelli, espressa in occasione del World Economic Outlook: «L'Italia non ce la farà da sola». Una tesi in linea con quella già espressa da Mario Monti, che rimarca che per aiutare il Belpaese ad uscire dalla crisi c'è bisogno di ripristinare la fiducia nell'Eurozona attraverso una serie di interventi a livello globale. Tuttavia in serata è arrivata la smentita: «Non ho mai detto che l'Italia non può farcela da sola».
Fmi: ecco cosa fare per uscire dalla crisi
Secondo il Fondo Monetario Europeo, l’Italia dovrebbe muoversi in tre direzioni. Provvedere ad un risanamento fiscale (cosa che per Cottarelli già «sta avvenendo a buon passo»), attuare le riforme strutturali «che avranno impatto sulla spesa nel lungo periodo» e che «aumenteranno la competitività e la produttività del paese» (e anche in questo caso Fmi promuove le liberalizzazioni e la riforma delle pensioni), ricevere un sistema anti-crisi, misura che «va oltre ciò che l'Italia può fare da sola». In particolare il riferimento dell'economista è a «firewall più forti in Europa».
Un messaggio per Berlino?
Il messaggio è indirettamente rivolto ad Angela Merkel e alla sua politica della resistenza, spesso ingiustificata, all'idea di potenziare il Fondo salva-Stati. «Il suo atteggiamento di chiusura è insopportabile» ha fatto notare Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, a proposito delle mosse della Cancelliera tedesca.
Ad ogni modo Cottarelli mette subito un freno ai facili ottimismi, affermando che le misure varate nel corso degli ultimi mesi «non daranno pieni frutti fino all'anno prossimo». Non è un caso se il Fmi ha tagliato ulteriormente le stime di crescita del nostro Paese prevedendo che il Pil dell'Italia si contrarrà del 2,2 per cento nel 2012 e dello 0,6 nel 2013. Meglio andrà alla Spagna su cui peserà una flessione dell'1,7% nel 2012 e dello 0,3% nel 2013. Il prodotto interno lordo della Germania crescerà invece dello 0,3% nel 2012 e dell’1,5% nel 2013.
«Paesi come l’Italia e la Spagna devono essere messi in grado di prendere in prestito denaro a bassi tassi di interesse», ha dichiarato il capo economista del Fmi, Olivier Blanchard commentando i dati aggiornati del world economic outlook. In ogni caso, occhi puntati sull'intera Europa, in quanto «la ripresa mondiale, già debole, è in pericolo di stallo. L'epicentro del pericolo è l'Europa, ma il resto del mondo è sempre più colpito».