Da Davos 14mila miliardi per sostenere la green economy e combattere la crisi
Al via a Davos, in Svizzera, il meeting 2013 del World economic forum (Wef) che anche quest’anno fa incontrare i leader politici internazionali, imprenditore e scienziati che lavorano per definire un'agenda globale. Il tema del Wef 2013 è il Resilient Dynamism, in sostanza dinamismo con capacità di recupero. Il severo avvertimento consegnato ai leader in Svizzera, secondo quanto ha spiegato l’ex presidente messicano Felipe Calderon (che attualmente presiede la Green growth action alliance), è che ci troviamo di fronte a una crisi climatica che rischia di avere un impatto devastante sull’economia mondiale. Solo un cambiamento alle infrastrutture e alle pratiche industriali può salvare il mondo e la sua economia dal riscaldamento globale, un sostegno alla green economy è l’unico modo per garantire una crescita a lungo termine sostenibile. È dunque necessario stimolare gli investimenti privati a favore dell’acqua, dell’agricoltura e delle energie non inquinanti.
"La crescita economica e la sostenibilità sono interdipendenti" – L’unico modo, dunque, per soddisfare le esigenze della popolazione di oggi e fino a 9 miliardi di persone entro il 2050 è di investire sulla green economy, riducendo le emissioni di gas serra. Calderon ha anche aggiunto che la crescita economica e la sostenibilità sono interdipendenti, e non si può “avere l’uno senza l’altro” per cui gli investimenti ecologici sono il prerequisito per la realizzazione di entrambi gli obiettivi. Per questi motivi la richiesta ai leader politici è quella di sbloccare i finanziamenti privati al green investment. Oltre alla necessità dell’extra di 14mila miliardi, una parte della spesa normalmente destinata agli investimenti nel tradizionale (5mila miliardi all'anno) dovranno essere dirottati entro il 2020 verso alternative più ecologiche.