Crolla il potere di acquisto delle famiglie, ai minimi dal 1990

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Sempre più giù il potere di acquisto delle famiglie italiane. L’Istat diffonde i dati aggiornati al 2012 e spiega come la propensione al risparmio abbia toccato i minimi da 22 anni.

Crolla ancora il potere di acquisto delle famiglie italiane. Nel 2012 è stato registrato un calo del 4.7%, si tratta della contrazione più forte dal 1990. A dirlo è l’Istat che segnala come la crisi stia continuando a colpire le famiglie il cui reddito disponibile è sceso in termini correnti del 2% mentre la propensione al risparmio è diminuita all’8.4% dall’8.8% del 2011. L’Istituto di statistica spiega come la propensione al risparmio abbia toccato i minimi da 22 anni. L’Istat ha aggiornato anche i dati sul Prodotto interno lordo: nel 2012 la variazione del Pil in volume è pari a -2.5%, con una revisione al ribasso di 0.1 punti percentuali rispetto alla stima preliminare di marzo.

Nel 2012 gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell’8.3% e, continua l’Istat, i consumi finali nazionali del 3.8%. Per quanto riguarda le esportazioni di beni e servizi sono cresciute del 2% mentre le importazioni hanno registrato una flessione del 7.4%. Infine il valore aggiunto, a prezzi costanti, presenta cali in tutti i settori: -5,8% le costruzioni, -4,4% l'agricoltura, silvicoltura e pesca, -3,1% l'industria in senso stretto e -1,7% i servizi. L’Istat ha anche confermato, in merito alla pressione fiscale, come lo scorso anno sia salita al 44% del Pil.

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