Crisi, sempre più italiani fanno la spesa al discount

I dati Istat rivelano che 6 famiglie italiane su 10 fanno la spesa nei luoghi di distribuzione a prezzi più contenuti finendo per ridurre quantità e qualità dei prodotti acquistati. Si tratta di un aumento di 9 punti percentuali in un anno.
I dati Istat rivelano che 6 famiglie italiane su 10 fanno la spesa nei luoghi di distribuzione a prezzi più contenuti finendo per ridurre quantità e qualità dei prodotti acquistati. Si tratta di un aumento di 9 punti percentuali in un anno.

La crisi sta modificando in maniera profonda i modelli di consumo delle famiglie italiane. Lo dice l’Istat che spiega che sono sempre di più gli italiani che scelgono il discount per la spesa quotidiana. Sono sempre di più, dunque, le famiglie che comprano nei “luoghi di distribuzione a prezzi più contenuti e riducono quantità e qualità dei prodotti acquistati”. Con precisione, dice l’Istat, si tratta del 62.3% delle famiglie italiane (più di 6 su 10), in aumento di 9 punti percentuali rispetto a un anno fa. Durante l’audizione sul Def davanti alle Commissioni speciali di Camera e Senato è stato il presidente dell’Istat Enrico Giovannini a delineare il quadro delle condizioni sociali delle famiglie italiane. E a sottolineare che la punta massima del fenomeno di coloro che si rivolgono ai discount per fare la spesa si è verificata nel Mezzogiorno (dal 65% al 73%).

Aumenta però la fiducia dei consumatori – In termini incrementali si sono però avute variazioni anche maggiori al Nord Italia, dove il salto è stato di quasi 10 punti percentuali (dal 46% al 55.5%) e anche al Centro (dal 53% al 62% circa). È soprattutto al Nord che gli italiani acquistano generi alimentari presso l’hard discount (dall’8.5% al 10.9%), al settentrione comunque queste forme di distribuzione sono maggiormente diffuse. L’Istat rileva però come siano emersi anche dei segnali positivi per il futuro. È infatti risalita ad aprile la fiducia dei consumatori: rispetto al mese precedente l’indice del clima di fiducia è aumentato a 86.3 da 85.3, quando a marzo era calato da 86.1 di febbraio. Quello di aprile è così il livello più alto da luglio 2012.

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