Corte dei Conti: “Austerità e tasse sono una cura costosa e inefficace”

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Il Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino ha lanciato l’avvertimento durante l’audizione in Parlamento sul Def, auspicando che non ci siano altre manovre correttive a breve termine.

Dosi sempre più massicce di austerità insieme ad una pressione fiscale elevata sono una "terapia molto costosa e, in parte, inefficace", lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, oggi in audizione nelle Commissioni bilancio di Camera e Senato sulla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Parole che suonano come un avvertimento soprattutto nei confronti del Governo affinché punti tutto sulla crescita economica nei prossimi mesi dopo il risanamento dei conti pubblici in quanto "l'economia reale non riesce più a sopportarne il peso". Insomma il contenimento della spesa insieme ad una pressione fiscale elevata sta generando quello che molti temevano, cioè una spirale economica negativa evidenziata da tutti i dati fin qui rilevati per il nostro Paese. Un vero e proprio "corto circuito tra inasprimenti fiscali e crescita economa" spiegano dalla Corte di Conti che con l'aggravarsi della situazione economica internazionale rischia di farci finire in una crisi recessiva senza ritorno.

Il problema fondamentale ora sono i consumi delle famiglie che, come riportano i dati statistici, attraversano un periodo di massima crisi. Secondo i giudici contabili i "peggioramenti vistosi" dei consumi sono stimati in una riduzione del 3,3%. Per il momento dunque la Corte dei Conti raccomanda nessuna nuova manovra finanziaria correttiva perché difficilmente sostenibile dall'economia nazionale anche se, come conferma  Giampaolino, "non dovrebbe rivelarsi necessaria". Il quadro economico resta però molto negativo visto che nel 2012 la flessione del Pil è stimata al 2,4% e come ha spiegato Giampaolino "sorprende, soprattutto, la diminuzione dell'1% del prodotto anche in termini nominali, un risultato eccezionalmente negativo che si era verificato solo nel 2009, l'anno centrale della grande recessione". Secondo la Corte dei Conti anche grazie alle nuove metodologie adottate in sede europea sarà comunque possibile "dichiarare il rispetto degli obiettivi programmatici" e il raggiungimento del tanto decantato pareggio di bilancio nel 2013, "ma con margini molto ridotti".

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