Consumi ancora giù e potere d’acquisto in calo. “Pesano tasse e incertezza”
A novembre non c’è stato nessun segno ripartenza dei consumi nel nostro Paese, anche perché durante l'anno il potere d'acquisto delle famiglie è calato dell'1,5% nei confronti dei primi nove mesi del 2012. E' quanto si evince da due diverse ricerche di Consumi Confcommercio e Istat. L'indicatore Icc registra, a novembre, una diminuzione del 2% in termini tendenziali ed un calo dello 0,1% rispetto ad ottobre. “Questo andamento riflette il permanere, all’interno del nostro sistema, di segnali contrastanti che, pur lasciando intravedere un possibile miglioramento nel 2014, sono ancora molto deboli ed insufficienti a produrre effetti positivi sull’occupazione e sul reddito”, ha spiegato Confcommercio. Il motivo? “L’incertezza che caratterizza il quadro economico e il perdurare di livelli di imposizione fiscale troppo elevati condizionano il sentimento delle famiglie”.
Non a caso, a dicembre il clima di fiducia ha fatto segnare un forte regresso. "Dalla fine dell'estate, in concomitanza con l'inizio del dibattito sulle manovre di finanza pubblica per il 2014, le famiglie sono tornate a mostrare aspettative meno favorevoli che rischiano di prolungare la fase di crisi della domanda interna per consumi. Nello stesso mese, al contrario, è proseguito il lento recupero della fiducia delle imprese, legato alle attese di miglioramento della situazione economica preannunciate dai dati sulla produzione industriale e sugli ordinativi" prosegue l'ICC.
E come detto oggi l'Istat certifica un ulteriore calo del potere d'acquisto delle famiglie consumatrici: guardando al solo terzo trimestre 2013 è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente ma è sceso dello 0,8% rispetto al terzo trimestre 2012. E così la spesa delle famiglie per consumi ha fatto segnare "una modesta crescita" tra luglio e settembre, con un +0,3% rispetto al trimestre precedente, ma è diminuita dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2012. Nel confronto congiunturale, emerge dalle serie storiche, l'ultima variazione positiva è stata registrata nel secondo trimestre 2012 (+0,2%).