Confindustria attacca il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, sulla questione della proroga – poi saltata – del blocco dei licenziamenti. Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, in un’intervista al Messaggero si scaglia contro il ministro: “La dimensione di quanto accaduto l’ha data con grande onestà intellettuale il sottosegretario al Lavoro, Tiziana Nisini, che ha parlato di un’imboscata. Non lo dice solo Confindustria, ma anche un rappresentante del governo. Più chiaro di così”. Sullo stop ai licenziamenti è dovuto intervenire il presidente del Consiglio, Mario Draghi, che alla fine ha stabilito che la data ultima resta quella del 30 giugno. È quindi saltata la proroga al 28 agosto che era stata introdotta per le aziende che avessero chiesto la cig Covid a partire dall’entrata in vigore del decreto Sostegni bis e fino alla fine del prossimo mese. Resta, invece, la possibilità di usufruire della cassa integrazione ordinaria senza pagare addizionali fino alla fine del 2021 se si assume l’impegno di non licenziare.

Blocco licenziamenti, Confindustria contro Orlando

Bonomi spiega le motivazioni delle sue critiche: “Avevamo incontrato il ministro ed era stato trovato un accordo per prorogare il blocco al 30 giugno. Poi ci siamo trovati di fronte a un cambio di metodo inaspettato e inaccettabile”. Per questo il presidente di Confindustria parla di “un’imboscata” e aggiunge: “Avevamo incontrato il ministro ed era stato trovato un accordo per prorogare il blocco dei licenziamenti al 30 giugno. Poi ci siamo trovati di fronte ad un cambio di metodo inaspettato e inaccettabile”. Bonomi parla “di metodo perché nel merito ci si poteva confrontare e ragionare con la massima trasparenza. Mi sembra però che a mancare sia la volontà del ministro di affrontare i veri problemi del mondo del lavoro”.

La Cgil contro Confindustria: governo li ha ascoltati troppo

Bonomi torna sul problema di metodo: “Se, come dice la sottosegretaria Nisini, si fanno imboscate, mi chiedo qual è il livello di interlocuzione, come si fa a lavorare insieme sulle riforme delle politiche attive del lavoro che dovrebbero vedere il concorso di tutti, dallo Stato alle imprese e ai sindacati”. La posizione di Confindustria non piace ai sindacati, come dimostrano le parole del segretario della Cgil, Maurizio Landini, a Radio 1: “Per noi la partita sul blocco dei licenziamenti non è chiusa”. E da qui l’accusa al governo di aver “ascoltato un po’ troppo Confindustria”. Landini ricorda come nei precedenti incontri non si fosse trovata un’intesa tra le parti, ma “poi si legge sui giornali che Confindustria aveva un accordo con qualcuno, ma non si capisce con chi”.