Bankitalia vede la luce: la recessione finirà nel 2013
La crisi sta per finire. Parola di Bankitalia che, nel Bollettino Economico pubblicato oggi, assicura «un'uscita dalla recessione nel corso del prossimo anno». In realtà, questa è l'unica vera buona notizia diffusa nell'ultimo rapporto degli esperti di Via Nazionale. Infatti l'Italia è destinata ad avere un Pil negativo, con le stime riviste al ribasso, anche nel 2013, secondo l'istituto di Ignazio Visco. Le valutazioni «dei principali analisti (censiti in ottobre da Consensus economics e le proiezioni più recenti dell'Fmi)» sono in linea con quelle «del governo»: -2,4% nel 2012, in linea con il governo, e -0,7% nel 2013, contro il -0,2% del governo. Ma c'è una differenza importante con i recenti proclami del Governo Monti . Riguarda il pareggio di bilancio che il premier ha assicurato entro l'anno venturo grazie, anche e soprattutto, alla Legge di Stabilità fresca d'approvazione in Cdm. Le stime della Banca d'Italia, però, inducono a pensare che la profezia sia sbagliata.
Note poco confortanti anche dal mercato del lavoro. Nonostante l'occupazione si sia mantenuta stabile nell'ultimo trimestre, «è proseguito – afferma Bankitalia nel Bollettino – l'aumento del numero di persone in cerca di occupazione (758.000 unità nel confronto con il secondo trimestre del 2011), che ha portato il tasso di disoccupazione al 10,5%, superiore di quasi tre punti percentuali rispetto a un anno prima; il peggioramento è stato ancora più marcato per la fascia di età 15-24, in cui il tasso di disoccupazione è salito di 6,6 punti percentuali, attestandosi al 33,9%».
Pollice verso pure l'attività economica che «ha continuato a ridursi anche nei mesi estivi, sebbene con un'intensità minore rispetto alla prima metà dell'anno». E' vero, però, che dalle indagini condotte in settembre presso le imprese, emergono segnali meno sfavorevoli sulle prospettive a breve termine, soprattutto per le aziende esportatrici.
Va meglio invece per le banche che hanno potuto godere della riduzione dei tassi ufficiali di luglio e, nelle ultime settimane, del calo degli spread sovrani. Non è così per quel che riguarda il costo del credito e cioè degli interessi applicati dalle banche a famiglie e imprese, che restano «superiori alla media dell’area euro», per quanto «i tassi sui prestiti sono divenuti più favorevoli rispetto a quelli assai restrittivi di inizio anno»
La Banca d'Italia invita infine l'Esecutivo a «procedere con decisione e tempestività nell'attuazione delle misure già adottate» per facilitare l'uscita dalla crisi. Via Nazionale rileva come «a un più rapido ritorno alla crescita può contribuire un miglioramento delle condizioni del credito e del clima di fiducia» mentre «nelle ultime settimane sono stati adottati ulteriori provvedimenti, che mirano a rendere più efficiente la Pubblica amministrazione e a favorire lo sviluppo di imprese innovative».