Alleanza Francia-Italia contro il rigore tedesco? No, si andrà verso un compromesso
Un patto tra Italia e Francia in funzione "antitedesca", cioè contrario all'austerity imposta da Berlino? La voce circola da un paio di giorni, in concomitanza con la notizia che anche i nostri cugini sono ufficialmente entrati in recessione, ma è stata seccamente smentita da François Hollande, che ha detto: "L'asse sarebbe contro gli interessi dell'Europa e di Italia e Francia". Hollande, che ha incontrato Enrico Letta a Parigi all’indomani della nascita del nuovo governo italiano, ha ribadito le comuni vedute di Parigi e Roma su crescita e occupazione. Il presidente francese, che ha incassato a Bruxelles una deroga di due anni per riportare il deficit sotto al 3 per cento, ha preferito però non sbilanciarsi con prese di posizione apertamente in contrasto con l’ortodossia di bilancio alla tedesca e parlare piuttosto di stabilità e competitività.
Dunque non ci sarà nessuna alleanza tra Parigi e Roma. Piuttosto, si andrà verso la ricerca di un compromesso con la Germania, nel tentativo di conciliare gli interessi di tutti. In quest’ottica, Hollande ha espresso la speranza di riuscire a convincere la cancelliera tedesca Angela Merkel sugli interventi anti-recessione da prendere in occasione del vertice di giugno. Per il presidente francese non è comunque il momento di farsi paladino del fronte no-rigore. Ieri i dati diffusi dall’istituto statistico Insee hanno ufficializzato l’ingresso della Francia nella recessione tecnica: Pil in contrazione dello 0,2% nel primo trimestre 2013, dopo il -0,2 dell’ultimo trimestre 2012. A questo si aggiungono un calo record del potere d’acquisto delle famiglie, che l’anno scorso è sceso dello 0,9%, e una riduzione dello 0,4 dei consumi. Davanti all'Europa che ha concesso due anni in più alla Francia per rientrare nei criteri di Maastricht, Hollande ha promesso altre riforme, in particolare per quanto riguarda formazione professionale, sussidi di disoccupazione e pensioni. "Abbiamo agito con tempestività, siamo stati incisivi e siamo andati lontano", ha detto Hollande, che ha celebrato il suo primo anno all’Eliseo con un record di impopolarità, "Ma dobbiamo ancora riformarci". "È mia responsabilità – ha aggiunto – prendere misure per la competitività e la crescita". E in questa prospettiva, la Germania non è soltanto un rivale, ma può essere anche un modello. "Sto curando l’economia francese – ha detto Hollande -. Per questo devo usare gli strumenti giusti. Per dieci anni i tedeschi hanno fatto scelte precise, e oggi sono competitivi. Dobbiamo ridurre lo scarto tra Francia e Germania".