È ufficiale il deferimento dell’ex nuotatore Filippo Magnini al Tribunale nazionale antidoping di Nado Italia. A comunicarlo è la Prima sezione del Tna che ha fissato le date delle prossime udienze di luglio. La Procura di Nado Italia ha chiesto otto anni di squalifica per Magnini, che è accusato di doppia violazione del codice Wada per consumo o tentato consumo di sostanze dopanti (articolo 2.2) e favoreggiamento (2.9), somministrazione o tentata somministrazione di sostanza vietata (articolo 2.8). Intanto alcuni quotidiani hanno pubblicato delle intercettazioni che coinvolgono l’ex campione di nuoto (che lo scorso dicembre si è ritirato). Intercettazioni che secondo i giudici inquirenti sportivi proverebbero la passione di Filippo Magnini per le sostanze dopanti, mentre per la procura di Pesaro non bastano a indagarlo penalmente. “Non vedo l'ora di provare la nuova integrazione”, “E la plus? Comunque portami più cose possibili dei prodotti nuovi”, è quanto dice l’ex nuotatore al telefono. La conversazioni, riporta La Stampa, sarebbero con Guido Porcellini, ex nutrizionista, e Antonio De Grandis, collaboratore di Magnini.

Le telefonate e i messaggi sospetti di Magnini – “È meglio fare quella cosa là in autostrada”, si sente in una delle intercettazioni. Si parla di “funghi”, di “schede”, di “esercizi alla spalla”, termini che potrebbero essere stati usati per far riferimento a sostanze dopanti. Il telefono di Magnini era sotto controllo dal 2015. Risale al 23 novembre 2015 un sms di Porcellini a De Grandis: “Filo mi ha pagato 1200”. Secondo la procura federale un pagamento che dimostrerebbe l'interesse di Magnini per le sostanze dopanti. E ancora, in un messaggio tra Porcellini e Magnini: “Ti devo spiegare come funziona l'integrazione che è arrivata ieri”, scrive il primo. Il nuotatore risponde: “Non vedo l'ora di provare la nuova integrazione”. Coinvolto nelle intercettazioni ci sarebbe anche l'altro azzurro Michele Santucci che sarebbe stato tranquillizzato da Magnini riguardo l’utilizzo di sostanze dopanti.