La porta della villetta di via Pascoli a Garlasco, dove il 13 agosto del 2007 fu uccisa la giovane Chiara Poggi, si apre di nuovo per consentire ai periti di eseguire nuovi esami alla base dei quali verranno stabiliti i parametri su cui poter rifare la camminata sperimentale, tra le perizie decise dai giudici d'appello di Milano nel processo che vede come imputato l'allora fidanzato Alberto Stasi. I periti nominati dal giudice e i consulenti delle parti a partire da oggi si occuperanno, nello specifico, di misurare l'ampiezza del corridoio e i gradini che Alberto Stasi ha detto di aver calpestato nella villetta di Garlasco prima di ritrovare il corpo senza vita di Chiara Poggi. Quello previsto per questa mattina è un nuovo sopralluogo necessario per stabilire se, come sostiene la difesa, l'imputato poteva stazionare davanti alla porta per aprirla e scendere i gradini senza sporcarsi le suole con il sangue della vittima. Il sopralluogo odierno viene effettuato a distanza di cinque anni dall’ultimo e a quasi sette anni dalla morte della 26enne.

Processo d’appello bis per l’omicidio di Chiara Poggi

È iniziato lo scorso 9 aprile a Milano il processo d’appello bis per Alberto Stasi, dopo la decisione della Corte di Cassazione di annullare l’assoluzione decisa in primo e secondo grado e rivalutare gli indizi raccolti per il delitto di Chiara Poggi. Stasi, ex fidanzato che trovò il corpo della 26enne, resta l’unico imputato per l’omicidio di Garlasco. La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha accolto alcuni degli accertamenti richiesti dal sostituto procuratore generale Laura Barbaini e dall’avvocato della famiglia Poggi. I giudici d’Appello hanno disposto che venga ricostruito nuovamente il percorso che Stasi fece quella mattina nella villetta della famiglia Poggi. Inoltre, l’altro esame determinante disposto dai giudici è l’analisi, mai effettuata, per individuare il Dna mitocondriale da un frammento di capello castano chiaro trovato nella mano sinistra di Chiara e sui margini delle unghie della 26enne. C’è infine la bicicletta nera da donna in uso alla famiglia Stasi sequestrata al fine solo di sottoporla alla ricognizione delle due testimoni.