X Factor 2026, pagelle della prima puntata delle Audizioni: Irama (6.5) non fa rimpiangere Lauro, male Teo Bok (4,5)

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X Factor 2026, Audition
È andata in onda la prima puntata delle Audition di X Factor 2026, che ha visto già l’ammissione di 14 concorrenti ai bootcamp. Tanta curiosità sull’esordio da giudice di Irama (6,5) che non fa rimpiangere Achille Lauro, male Teo Bok (4,5) che pasticcia con “La mia storia tra le dita”.

Giovedì 10 settembre 2026 è andata in onda la prima puntata di X Factor, dedicata alle Audizioni. La giuria è composta quest'anno da Francesco Gabbani, Paola Iezzi, Jake La Furia e Irama. Già 14 ammissioni alla seconda fase durante la prima puntata, con gli acuti di Giacomo Calò, Danny Anania, ma anche alcune interpretazioni fuori foco come "La mia storia tra le dita" di Teo Bok, ma soprattutto "Purple Rain" di Angelo Sciascia. Qui le pagelle.

Irama, voto 6,5

Chi si aspettava tormentoni come "Senato" di lauriana memoria o la frivolezza di alcuni giudizi, rimarrà deluso. Irama ha determinato la sua prima puntata da giudice, mostrando né più né meno, di ciò che ha seminato lungo la sua carriera. Un giudice per adesso sulle sue, che con sensibilità ed empatia, ha conquistato alcune delle concorrenti come Clarice.

Paola Iezzi, voto 7

Nell'ultima edizione, complice anche la vittoria di rob, abbiamo visto l'evoluzione del personaggio/giudice Paola Iezzi. Inizialmente confinata alla dimensione emotiva della trasmissione, è sicuramente diventata la giudice più capace nel descrivere alcuni passaggi tecnici al pubblico. Una fruizione che giustifica, anzi premia, i suoi giudizi sempre puntuali, anche meno conformi agli altri giudici, rispetto alle esibizioni dei cantanti.

Jake La Furia, voto 7

Un giudice non in cerca di validazione, ma anche un conoscitore dell'industria discografica in grado di proiettare sui concorrenti un'immagine futura. Vedasi l'esempio, positivissimo, di Delia.

Francesco Gabbani, voto 5,5

C'era bisogno di chi eccedesse, tra i giudici, in questa edizione e dopo un anno di rodaggio, Francesco Gabbani ha trovato il suo ruolo. Traspare dalla mimica facciale, ma soprattutto dalla mimica del corpo, resistente alla comodità della sua poltrona. Il suo occhiolino ad Alteo, erede cantautoriale di tellynonpiangere, mostra la linea delle sue future scelte.

Alanis Fiscarelli, voto 7

Il meglio alla fine, una scarica di adrenalina proprio quando tutto sembrava sopito. Tutt'altro che glam, tutt'altro che aperta alla tradizione, Alanis Fiscarelli si è spinta anche a riscrivere parte del testo di "Nessuno mi può giudicare" di Caterina Caselli. Una dimensione dark pop che non sfila, non ammicca, per adesso, a filoni già percorsi nelle scorse edizioni.

Alteo, voto 5,5

Lo sguardo del giudice Francesco Gabbani, come 12 mesi fa con tellynonpiangere, si è posato sulla sua "L'ultima notte". Un corteggiamento cominciato anche prima del parere dei giudici e che, se possibile, proietterebbe questa neonata coppia già in una futura squadra. Ma com'è capitato con moltissimi dei concorrenti arrivati alle Last Call, potrebbe cadere nella linearità del suo timbro.

Benedetta Stigi, voto 6

La narrativa del rimorso e del rimpianto, la nostalgia di un momento di pura serenità smarcata dallo spazio e dal tempo, catturano nella scrittura dell'inedito "Filippo". C'è invece qualcosa che si potrebbe introdurre sul piano vocale, ancora da esplorare, per non correre il rischio di un'esperienza musicale monotona.

Clarice, voto 7

Se non avesse convinto l'agilità con cui si proietta sulle note di rottura di "Use Somebody" dei Kings of Leon, come riesce ad attirare il pubblico (e Irama) fa il resto. Tra le poche esibizioni a nascondere, anche attraverso lo staging, qualche spigolo vocale, complice anche la natura del brano.

D!ps, voto 6

Daniele Affubine, Emanuele D'Amato e Giulio Bocchiardo, in arte i D!ps, suscitano reazioni contrastanti. E non solo perché uniscono alcune anime della città di provenienza, Torino, come i Tamango, ma anche Willie Peyote. La loro "Fammi un video" avrebbe avuto bisogno di maggiore ironia sul palco, ma è necessario sottolineare che la loro linea di racconto ha sorpreso tutti, non solo i giudici.

Danny Anania, voto 7

Per adesso, la sua penna è sembrata quella più convincente, una cava da esplorare e in cui forse accendere delle luci anche fioche. Il rischio più grande di Danny Anania, che racconta l'assenza paterna in "Quelli sbagliati", è quello di rimanere nascosti, quasi invisibili, dietro la propria storia.

Elisa Benetti, voto 7

C'è molto volume nell'esibizione di Elisa Benetti sulle note di "¡Ay, Paquita!" di Rosalia. E non solo perché ha trascinato e reso partecipe il pubblico, ribaltando la natura di un canto di dolore e di emancipazione femminile. C'è qualcosa di mistico, di sottile ma consapevole nella sua voce, che per adesso sembra coinvolgere la sua esibizione.

Giacomo Calò, voto 7

Le origini di X Factor si proiettano nel personaggio di Giacomo Calò. Un'interruzione dal mondo glam che ha invaso le successive edizioni del talent, e un ritorno alla "sorpresa", in quanto tale. Giacomo Calò con "Beautiful Things" mostra, prima di tutti, un universo vocale in cui poter sperimentare tutto o quasi. Ci sarà la necessità poi di centrare il personaggio che salirà sul palco, ma è un passo successivo.

Mad Dog, voto 6,5

Ci eravamo illusi con i Punkcake solo due edizioni fa, quando l'improbabilità divenne ingegno e crollarono i muri, anche quelli più pesanti di X Factor. Potremmo correre il rischio di farlo di nuovo con questa formazione sarda, se non altro per la dimensione elettrica che trasmettono con "Brianstorm" degli Arctic Monkeys. Manca, per adesso, la verticalità nelle loro esibizioni, complice anche la loro giovane età.

Stefano Camuffo, voto 6

Ex concorrente del San Marino Song Contest, porta sul palco "Enemy" degli Imagine Dragons. Tecnicamente molto valido ma si ferma sulla soglia della porta, mai entrando davvero con qualcosa di suo nell'esibizione. Viene premiato dalla giuria, ma sarà necessario qualcos'altro quando si dovrà confrontare con gli altri concorrenti in gara.

Teo Bok, voto 4,5

Tecnicamente uscito da un corso di personal branding prima di salire sul palco, è necessario ricordare il cantante per la nomination ai Grammy con i Los Wizzards, nella categoria Best Latin Rock or Alternative Album, per la partecipazione a Sanremo Young e per il tentativo con The Voice Kids Italia. Prima ancora per la sua partecipazione al musical "Il re leone". Un curriculum che, per adesso, non rispetta la versione tumultuosa di "La mia storia tra le dita": schivante.

Veronica Bruganelli, voto 6

Per non conoscere il francese, la sua "Voilà" di Barbara Pravi risulta un'ottima esibizione. C'è da grattare, e non poco, per capire cosa ci sia dietro e come si possa costruire un personaggio, un percorso credibile.

Camilla Tradardi, voto 5,5

Al contrario di molti concorrenti, la "Reckoning Song" di Camilla Tradardi non si veste d'artifici, di sfumature internazionali, di un disperato bisogno di validazione. E se in questa ricerca di verità si inserisce anche lo staging, sarebbe possibile anche scavalcare i dubbi sull'assenza di un climax emotivo nel brano. Una concorrente che, per adesso, sembra aver deciso di mantenere ancora un'ombra su di sè.

Lorena, voto 4,5

Qui sembrano celarsi i dubbi su un possibile futuro all'interno del programma. Difficile, per adesso, codificare la sua esibizione, nella veste elettronica, di "I Follow Rivers". Una scelta quasi estraniante nel contesto X Factor.

Angelo Sciascia, voto 3

"Alla fine mi aspettavo partisse Anima Mia" potrebbe aver fotografato esattamente la tensione estenuante provocata da "Purple Rain" di Prince, cantata da Angelo Sciascia. L'estenuante ricerca delle note più alte, degli acuti, ribaltano qualsiasi prospettiva d'ascolto del brano.

Battimenti, voto 4

C'è una voce dal futuro che sembra applaudire l'esperimento "Senza Giacca e Cravatta" di Nino D'Angelo da parte dei Battimenti. Un esperimento meta narrativo in cui però manca effettivamente un elemento, se non fondamentale, almeno importante: la voce.

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