Arriva in anteprima mondiale da oggi 3 giugno nelle librerie italiane il diario di Fang Fang, la scrittrice cinese che, durante i mesi del lockdown, ha tenuto compagnia ai suoi connazionali raccontando in presa diretta la città chiusa e sfidando la censura. È "Wuhan. Diari da una città chiusa", tradotto da Caterina Chiappa e la postfazione di Michael Berry, edito in Italia da Rizzoli. Un gesto, quello della scrittura e dell'annotazione, che ha in sé qualcosa di rivoluzionario. A tal punto che la censura cinese ha provveduto a rimuovere dal web quelle pagine, che però sono state tratte in salvo e oggi diventano un libro. Proprio nelle ore in cui dall'Oms arriva la denuncia del fatto che Pechino avrebbe nascosto le prime informazioni sul coronavirus, ecco planare sugli scaffali di tutte le librerie italiane un volume che potrebbe far discutere e molto. Il diario intimo e minimo di Fang Fang unisce la riflessione personale a quella collettiva, una sorta di memoir dalle viscere della quarantena, che sfida ogni possibile censura, diventato un caso internazionale nelle settimane scorse. Questo straordinario resoconto può essere letto oggi grazie al lavoro del traduttore americano Michael Berry, che lo ha messo al sicuro traducendone i capitoli di pari passo alla scrittura di Fang Fang. Intanto che il governo cinese ne cancellava ogni traccia dal web.

Wuhan. Diario di una città chiusa è in libreria

Dal 25 gennaio al 26 marzo 2020, infatti, la scrittrice Fang Fang, una delle voci più note e premiate della Cina, ha raccontanto per 60 giorni, attraverso 60 capitoli pubblicati online, il suo personale lockdown, finendo per raccontare quello di tutti, trasformandosi subito in uno spaccato collettivo dagli inferi del contagio. Dai primi momenti di incertezza alla speranza, passando per i giorni più difficili. Fang Fang ha messo nero su bianco la quotidianità della prima quarantena mondiale, quando l’Occidente guardava ancora a Wuhan come a un caso eccezionale e lontano.

Che non lo riguardava. Mentre l’autrice documenta l’inizio della crisi sanitaria globale in tempo reale, ci troviamo a riconoscere chiaramente, quasi fossimo di fronte a uno stupefacente ritorno al futuro, le diverse fasi che abbiamo conosciuto anche noi, italiani prima, europei dopo, con poche settimane di scarto. Le sfide quotidiane, gli umori che cambiano di ora in ora e le emozioni, potenti e impreviste, del vivere per due mesi in quarantena, senza prospettive certe. Fino al giorno in cui la libertà sembra spuntare di nuovo, forse ancora in lontananza, ma di nuovo presente. Il giorno in cui, nel concludere il diario, Fang Fang cita san Paolo, “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede”.

Fang Fang, la scrittrice che ha raccontato il lockdown

Wuhan dopo il lockdown
in foto: Wuhan dopo il lockdown

Fang Fang, nata nel 1955, è una scrittrice prolifica con numerosi premi alle spalle, tra cui il Lu Xun Literary Prize nel 2010. Nei suoi libri ha raccontato la società più povera di Wuhan, dai lavoratori nelle fabbriche agli intellettuali della classe media. In Italia finora è stato pubblicato solo il romanzo "Il Sole del Crespuscolo", Garzanti 2001.